Sud Sudan: fervono i preparativi per il referendum

A pochi giorni dalla data fatidica scelta per il referendum per l’autodeterminazione del Sudan Meridionale (9 gennaio 2011), fervono i preparativi per fare in modo che tutto si svolga in maniera regolare e senza intoppi.

La Commissione per il referendum ha comunicato che sono 3,9 milioni gli abitanti iscritti regolarmente alle liste di partecipazione al referendum tra i quali diverse decine di migliaia residenti nel Nord Sudan. Non è chiaro per il momento se nel conto ci sono anche i cittadini sud-sudanesi che sono ancora nei campi profughi del nord.

Il Governo di Juba ha inviato centinaia di persone in tutti i villaggi per spiegare bene ai cittadini le modalità per votare in modo che le schede non vengano annullate. Tra di loro vi sono moltissimi volontari di organizzazioni non governative che in questi mesi hanno lavorato duramente per organizzare nel miglior modo possibile il referendum del 9 gennaio che quasi sicuramente porterà all’autodeterminazione del Sud Sudan.

Sul fronte prettamente politico continuano le azioni di disturbo di chi si oppone alla secessione del Sudan Meridionale. Sono decine le azioni legali intentate contro lo svolgimento del referendum. L’ultima riguarda la Corte Costituzionale che dovrebbe ratificare il referendum. Secondo un gruppo di opposizione la Corte Costituzionale non avrebbe il quorum necessario a prendere questa decisione (mancherebbero tre giudici destinati ad altri ruoli). Nonostante le tante azioni di disturbo il Sud va avanti per la sua strada.

A preoccupare è comunque la sicurezza. Da settimane i servizi di sicurezza dell’esercito sud-sudanese (SPLA) tengono sotto osservazione gli spostamenti del gruppo ribelle ugandese del Lord’s Resistence Army che, si teme, potrebbe attaccare diversi villaggi al confine con il Congo e con al Repubblica Centrafricana. Situazione tesa anche nella regione di Abyei, contesa tra nord e sud dove da mesi gli eserciti dei due schieramenti si contrappongono pericolosamente.

A dimostrazione che anche gli americani sono molto preoccupati, fonti di stampa sudanese riportano la notizia che nei prossimi giorni dovrebbe arrivare in Sudan una delegazione americana guidata dal Segretario di Stato, Hillary Clinton, per seguire da vicini la situazione.

Nei prossimi giorni continueremo a seguire l’evolversi della situazione in Sud Sudan aggiornando tempestivamente sugli eventi legati al referendum del 9 gennaio.

Fonte Secondo Protocollo

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