Sud Sudan: gravissima crisi umanitaria nella regione di Abyei

Dopo il criminale attacco militare del Nord Sudan alla regione di Abyei, la situazione umanitaria della popolazione in fuga dai combattimenti è drammatica. Circa 150.000 persone sono sfollate dai villaggi attaccati dall’esercito di Khartoum e si sono dirette verso le regioni di Bahr el Ghazal, di Warab e di Unity in cerca di sicurezza, ma non hanno alcuna assistenza.

Ieri il Governo del Sud Sudan ha lanciato l’allarme chiedendo un intervento urgente delle organizzazioni non governative e delle agenzie dell’Onu per portare immediata assistenza a questo fiume di persone in fuga dalle violenze dell’esercito sudanese. Kuol Deng Kuol, capo supremo dei “nove regni Ngok” , ha descritto al Sudan Tribune una situazione drammatica sotto l’aspetto sanitario. I 150.000 sfollati sono dispersi in tutto il territorio, senza quindi un punto di riferimento o un campo attrezzato con servizi sanitari e regolari distribuzioni di beni essenziali. Questo rende particolarmente difficile anche il lavoro delle Ong presenti in loco che non riescono a organizzare un piano di assistenza coordinato.

A questa situazione già grave, giovedì si è aggiunto un ulteriore attacco aereo alla regione sud sudanese di Unity che ha fatto due morti e decine di feriti oltre che a terrorizzare i molti profughi presenti nelle regione.

Sul lato politico e militare il Governo del Sudan Meridionale continua a protestare presso le Nazioni Unite per l’attacco alla regione di Abyei e per i successivi attacchi alle regioni del Sud Sudan, il tutto mentre sposta le divisioni del suo esercito lungo i confini settentrionali. I due eserciti sono in questo momento pericolosamente vicini e basterebbe un incidente isolato a far scoppiare una nuova guerra tra Nord e Sud Sudan.

Secondo Protocollo

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