Sudan: dopo Tunisi segnali di rivolta anche a Khartoum

L’onda lunga dei fatti che stanno avvenendo in Tunisia rischia di colpire anche il Sudan. Ieri alcune migliaia di studenti sudanesi sono scesi in piazza per contestare il Ministro delle finanza e l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità deciso dal Governo.

Gli studenti chiedono in particolare le dimissione del Ministro delle Finanze, giudicato corrotto dalle opposizioni, e un immediato ripensamento sulle decisioni prese dal Governo di aumentare sensibilmente i prezzi di pane e zucchero e di ridurre le facilitazioni sull’acquisto di carburante.

Il partito di maggioranza, National Congress Party (NCP), ha fatto sapere che non saranno tollerate manifestazioni di piazza e che saranno represse con la forza. Già venerdì c’è stata una prima manifestazione subito soppressa dalla polizia. Ieri gli studenti si sono riuniti in diverse zone della capitale per discutere sulle azioni da portare avanti. E’ stato creato un gruppo su Facebook che ha già raccolto migliaia dii adesioni.

La protesta degli studenti arriva in un momento molto delicato per il Sudan, attanagliato da una crisi economica senza precedenti. Il Presidente Bashir negli ultimi anni ha speso quasi tutti gli introiti derivati dalla vendita di petrolio nell’acquisto di armi trascurando l’economia e la costruzione di infrastrutture. A risentirne sono i ceti medi e i più poveri. Non solo, il Sud Sudan si sta staccando dal Sudan portando con se la maggioranza delle risorse petrolifere e delle terre coltivabili.

A cavalcare le proteste degli studenti c’è il solito Hassan al-Turabi, fermo oppositore della secessione del Sud Sudan e sostenitore del ripristino della legge islamica nel Paese, nonché amico personale di Osama Bin Laden con il quale sembra ancora essere in contatto. Turabi sostiene che la secessione del sud cristiano sia una vera e propria calamità per il Sudan oltre che per la “nazione araba” e per l’Islam. Da mesi Turabi cerca di boicottare il referendum e di scatenare la folla contro il partito del Presidente al potere. Turabi non riconosce il trattato di pace firmato nel 2005 tra il nord e il sud Sudan il quale ha portato al recente referendum per la secessione del sud.

Secondo Protocollo è molto preoccupata per la situazione che si sta delineando a Khartoum e teme che possa in qualche modo ostacolare il processo pacifico di secessione del Sud. Per questo chiede all’Unione Europea di vigilare e monitorare attentamente i fatti che avvengono in Sudan controllando che nessuno cavalchi indebitamente le legittime pretese della popolazione.

Recently Published Stories

kurdistan referendum

Kurdistan: forse non è proprio il momento migliore

Non basta essere determinati, forti e senza paura per affrontare una situazione come quella che si prospetta subito dopo il referendum, serve essere supportati pesantemente, serve avere sostegno militare e diplomatico, cosa che il Kurdistan oggi non ha

nazifascismo islamico

Vogliamo combattere il nazifascismo? Cominciamo dalla Fratellanza Musulmana

Vogliamo veramente parlare di nazifascismo contemporaneo e di come combatterlo anche attraverso la nuova legge Fiano? Bene, facciamolo, ma facciamolo seriamente partendo dal combattere la Fratellanza Musulmana

iran corea del nord

Iran e Corea del Nord: stesse minacce, reazioni diverse. Perché?

Come mai il mondo ignora completamente le gravissime minacce iraniane a Israele mentre per la Corea del Nord non si contano più le reazioni e le riunioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu?

Apologia del fascismo e il pericoloso DDL Fiano

Non mi piace il DDL Fiano, lo dico da antifascista convinto. Si presta a troppe interpretazioni e assomiglia tanto a un escamotage per silenziare il dissenso, fa cioè una cosa fascista che è proprio quello che dice di voler punire

11 settembre jihad globale

16 anni di Jihad globale e stiamo perdendo la guerra

A 16 anni dall’attacco alle torri gemelle ancora ci rifiutiamo di vedere la realtà e cioè che siamo in guerra con l’Islam, una guerra che noi ci rifiutiamo di combattere diventando facili prede della Jihad globale

nazifascismo italia

Nazifascismo in crescita in Italia. Le responsabilità della sinistra

Non sarebbe male per la sinistra fare un sano “mea culpa” sulla situazione che si è venuta a creare in Italia a causa di una politica stupida e arrogante

Sudan: dopo Tunisi segnali di rivolta an…

by Franco Londei tempo di lettura: 2 min
0