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Sui migranti Macron ha ragione, e pure l’Europa

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I migranti sono una patata bollente tutta italiana, noi li abbiamo presi e noi ce li teniamo. E’ questo il messaggio che arriva da Macron e da un po’ tutta l’Europa.

A voglia a sbraitare contro il presunto razzismo francese ed europeo, a voglia a sbraitare contro l’Europa insensibile e xenofoba, l’Europa che eleva muri e schiera gli eserciti a difesa del suo territorio, l’Europa che fa distinzione tra un richiedente asilo e un migrante economico. Hanno ragione in tutto e per tutto ed è così che bisognerebbe fare anche in Italia invece di sbracciarsi e urlare contro il presunto razzismo europeo.

Prima o poi doveva succedere, l’Italia sui migranti ha tirato troppo la corda e adesso non può pretendere che gli altri Stati si facciano carico delle nostre stupidaggini.

Un conto è accogliere chi ha diritto alla protezione internazionale, un conto è accogliere mezzo continente africano, per di più mettendoli in hotel in attesa di un riconoscimento che per molti di loro non arriverà mai perché non ne hanno Diritto.

Purtroppo non si tratta di fare esercizio di populismo, si tratta solamente di essere oggettivi e di riconoscere che questa situazione è diventata insostenibile, una situazione in cui ci siamo cacciati da soli e sulla quale non possiamo certo pretendere un intervento degli altri Stati europei.

La cosa pazzesca è che non se ne esce a meno di non accettare immani stragi di migranti in mare perché, statene certi, i trafficanti di esseri umani non si fermeranno si fronte ad un eventuale cambio di atteggiamento italiano in merito al soccorso in mare. Anzi, ogni strage che indigna il mondo è uno spot per la loro attività. Più indignazione più soccorsi. Più soccorsi più barconi. E’ un cane che si morde la coda.

Rimpatri indispensabili

Ma secondo me a Roma si guarda il lato sbagliato del problema. L’Italia cerca di ottenere il ricollocamento dei migranti quando invece dovrebbe cercare un aiuto serio e importante per i rimpatri. Lo so che non è facile rimpatriare i migranti, sia per il costo che una operazione del genere comporta, sia per le difficoltà a concludere accordi con i paesi di partenza, ma se si vuole mandare un messaggio serio e forte sia ai trafficanti di esseri umani che a coloro che pensano di poter venire in Europa i rimpatri sono indispensabili. Poi si potrà parlare del “aiutiamoli a casa loro” anche se proprio su questo discorso andrebbe fatto un ragionamento serio che magari faremo nei prossimi giorni.