Blog Opinioni

Toh, ci sono pure i bambini siriani

Ci voleva una fotografia di immensa drammaticità (che non pubblico) per ricordare al mondo che ci sono pure i bambini siriani, anzi, in verità ci sono soprattutto i bambini siriani. Solo che fino a ieri erano tutti concentrati sull’attore palestinese di Pallywood con il braccio perennemente ingessato (una volta il destro, l’altra il sinistro) e al massimo le foto dei bambini siriani venivano usate per essere spacciate come foto di Gaza.

Quattro anni di guerra durante la quale sono stati massacrati decine di migliaia di bambini siriani nel silenzio più assoluto non solo dei pacivendoli ma di tutta quell’area “progressista” pronta a blaterare solo quando vola una mosca sulla Palestina e a organizzare viaggi a Gaza per sostenere il terrorismo di Hamas (la resistenza, come la chiamano loro). Quattro anni in cui hanno fatto finta di nulla sui massacri in Siria, solo qualche sguardo distratto ogni tanto. E non solo i progressisti pacivendoli, ma anche i destrosi conservatori non hanno mancato di ignorare quello che accadeva in Siria, almeno fino a quando non si sono ritrovati una marea umana di disperati in fuga dalla guerra siriana che premeva alle porte dell’Europa. Allora apriti cielo, tutti pronti ad aiutarli a casa loro, naturalmente senza sapere come fare (anche perché nessuno sa veramente come fare).

E adesso? Beh, le immagini di quel povero bambino siriano a faccia in giù su una spiaggia turca sono un pugno allo stomaco. Non c’è partigianeria che tenga, non c’è progressismo o conservatorismo che tenga, quelle immagini sono il simbolo dell’incapacità della comunità internazionale di intervenire in Siria, di mettere fine alla mattanza dei bambini siriani e dei loro genitori. E per uno che muore su una spiaggia turca ce ne sono milioni che ogni giorno lottano per sopravvivere. Solo che tra due giorni nessuno se lo ricorderà più, di nuovo. Tra due giorni gli idioti torneranno a parlare dell’attore di Pallywood e tutti gli altri torneranno a lamentarsi della marea di profughi siriani che premono ai confini dell’Europa. E i bambini siriani continueranno a morire sotto le bombe di Assad, dell’ISIS, di Al Nusra e di chiunque abbia un’arma per sparare, il tutto nel silenzio di progressisti e conservatori.

Mi piacerebbe dare un nome a quel bambino, sapere chi fosse, perché per poche ora è riuscito in un miracolo, ricordare al mondo i bambini siriani.