Tragedia immigrazione: trovare e colpire i trafficanti di uomini. Azioni UE contro Malta

Quella avvenuta ieri nel tratto di mare tra la Libia e l’Italia è senza dubbio una delle maggiori tragedie umane della storia dell’immigrazione clandestina. 250 dispersi sui quali ormai si sono perse tutte le speranze di trovarli in vita. Tra di loro molte donne e bambini.

Questa immane tragedia che colpisce dei rifugiati (nel vero senso della parola in quanto proveniente da Eritrea, Somalia ed Etiopia) ci deve far riflettere su due punti sui quali non è più possibile sorvolare:

1.       In Libia ci sono trafficanti di esseri umani che non esitano un attimo a caricare 300 persone disperate su barconi malridotti che nel pieno delle loro possibilità ne potrebbero caricare appena un decimo. Questo dimostra totale disprezzo per la vita umana ed è una cosa che l’Europa non può più permettersi di tollerare.

2.       La tragedia è avvenuta in acque maltesi senza che le autorità dell’isola facessero niente per impedirlo salvo chiamare le autorità italiane per l’intervento.

Fatte queste considerazioni è necessario aprire un dibattito serio per impedire che tragedie come quella di ieri si ripetano. Innanzi tutto occorre decidere cosa fare con i trafficanti di esseri umani. Se in Libia si bombarda Gheddafi perché accusato di crimini contro l’umanità, cosa sono i trafficanti di esseri umani se non criminali contro l’umanità alla pari e forse peggio del rais libico? Partendo da questo concetto è necessario che la comunità internazionale agisca con decisione, anche in territorio libico, per individuare i trafficanti e arrestarli. Troppo spesso ci si perde in sterili polemiche su dove e come distribuire i migranti dimenticando che a monte c’è un racket internazionale che ogni anno dal traffico di esseri umani guadagna milioni di dollari in completo sfregio di qualsiasi Diritto Umano. Se si fanno “interventi umanitari armati” per destituire i dittatori, tanto meglio si devono fare per colpire il racket del traffico di esseri umani.

Per quanto riguarda Malta e il “non intervento” sul barcone in difficoltà, c’è da dire che non è la prima volta che le autorità maltesi si rendono colpevoli di “deliberata omissione di soccorso”, un atto gravissimo che non può più passare inosservato. L’Unione Europea deve intervenire con decisione condannando il comportamento maltese e applicando serie sanzioni. Se si fa passare anche questa volta il gravissimo comportamento maltese, si lancia un messaggio secondo il quale a Malta possono fare tranquillamente quello che vogliono lasciando morire i migranti in mare invece di intervenire per salvarli.

Questa volta non può e non deve passare tutto sotto silenzio come le altre volte quando dopo un paio di giorni tutti si sono dimenticati della tragedia. Adesso è ora di finirla e di porre rimedio seriamente a questo obrobrio dei Diritti Umani. Nel nostro piccolo noi abbiamo fatto un esposto al Parlamento Europeo contro Malta per il suo vergognoso comportamento. Per quanto riguarda invece il “trovare e colpire” i trafficanti di esseri umani, spetta alla NATO intervenire dato che è a capo delle operazioni militari in Libia. Se si lascia perdere anche questa volta, quella di ieri sarà solo la prima di tante tragedie di cui, in molti casi, non si saprà nemmeno niente. Se in occidente sono tanto smaniosi di fare “interventi umanitari” questa è l’occasione di dimostrarlo. Non servono bombardamenti a tappeto, ma pochi interventi mirati a colpire i trafficanti di esseri umani. Per una volta, invece di distruggerle, si salverebbero migliaia di vite umane.

Franco Londei

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