Tutte le bugie dei media su Israele. Facciamo un po’ di chiarezza

Ormai da anni è in atto una imponente campagna denigratoria a mezzo stampa contro Israele, una politica fatta di piccole e grandi menzogne che vede impegnati decine e decine di media di ogni ordine e grado, tutti facenti parte di una determinata area politica ricollegabile alla sinistra europea e alle aree antisemite e antisioniste, quando non neonaziste. Tra questi media molti sono italiani.

E allora vediamo quali sono le principali componenti di questa campagna mediatica contro Israele e quali subdoli trucchetti adotta questo vero e proprio esercito di odiatori.

1)      Gli odiatori, nei loro scritti, quando parlano della capitale di Israele nominano Tel Aviv. Sbagliato. La capitale di Israele è Gerusalemme e questo atteggiamento è chiaramente e deliberatamente volto a negare Gerusalemme come capitale unica dello Stato Ebraico di Israele.

2)      Quando parlano della Striscia di Gaza affermano spesso che è “occupata da Israele”. Sbagliato. Israele ha abbandonato definitivamente la Striscia di Gaza nell’agosto 2005 smantellando tutte le colonie (non senza problemi) e trasferendo i loro abitanti all’interno del territorio israeliano. Da allora la Striscia di Gaza è affidata alla Autorità Nazionale Palestinese (ANP) che ne ha perso il controllo dopo il colpo di Stato di Hamas avvenuto nel 2007. Da allora la Striscia di Gaza è governata da Hamas. Quindi non è Israele a occupare Gaza ma è Hamas.

3)      Sempre parlando della Striscia di Gaza gli odiatori affermano che è sotto assedio e che è in corso una “grave crisi umanitaria”. Sbagliato. La striscia di Gaza non è sotto assedio ma è rigorosamente controllata da Israele in quanto giudicata a ragione territorio ostile. Da quando è stato costruito il muro difensivo a protezione dei confini di Israele gli attentati suicidi contro il territorio israeliano sono drasticamente diminuiti  (praticamente azzerati). In merito alla crisi umanitaria, chi visita Gaza può vedere con i suoi occhi che non esiste alcuna crisi umanitaria (vedere questo video oppure questo e decine di altri video in rete). Non solo, Israele consegna ogni settimana tonnellate di aiuti umanitari, di medicinali, di carburante e gas. Le uniche cose interdette all’ingresso a Gaza sono le armi e tutti quegli elementi che possono aiutare il movimento terrorista di Hamas (cemento armato per bunker, tecnologie avanzate di comunicazione, elementi a doppio uso ecc. ecc.).

4)      Gli odiatori affermano che la Palestina è la terra dei palestinesi. Sbagliato. La Palestina, fin dai tempi dei tempi, è sempre stata abitata dagli ebrei e il termine di “popolo palestinese” è stato coniato ad hoc da Yasser Arafat a seguito della nascita dello Stato di Israele. Fino ad allora i cosiddetti “palestinesi” venivano chiamati “abitanti arabi della Palestina” o addirittura “giordani”. La stessa Cisgiordania (o West Bank), vero nome della cosiddetta “terra dei palestinesi” sarebbe dovuta andare alla Giordania che rifiutò di annetterla proprio perché non voleva avere niente a che fare con Arafat. Tecnicamente, quindi, sarebbe più corretto dire che i cosiddetti palestinesi occupano alcuni territori ebraici e non il contrario.

5)      Gli odiatori affermano che per raggiungere la pace in Medio Oriente sarebbe sufficiente che Israele rinunci agli insediamenti e a Gerusalemme Est e conceda ai cosiddetti palestinesi tutto il territorio che chiedono. Sbagliato. Shimon Peres nel 1993 con gli accordi di Oslo concesse a Yasser Arafat il 99,99% dei territori rivendicati dai palestinesi. Arafat inizialmente accettò e firmò il trattato, tanto che insieme a Peres venne insignito del “premio Nobel per la Pace”, salvo poi fare marcia indietro e scatenare la seconda intifada. Questa è la dimostrazione più chiara che ai cosiddetti palestinesi non interessa raggiungere un accordo di pace che preveda sue stati per due popoli, ma che vogliono tutto o, al limite, un unico stato binazionale.

6)      Gli odiatori affermano che Israele è una potenza nucleare più pericolosa dell’Iran. Sbagliato. Ammesso e non concesso che Israele detenga armi nucleari (non è mai stato provato e/o ammesso dalle autorità israeliane), mai una volta Israele ha usato la propria ipotetica deterrenza nucleare per minacciare un vicino o un altro Stato. Al contrario l’Iran non perde occasione per manifestare la propria volontà di distruggere Israele. E’ la differenza che corre tra un arsenale nucleare difensivo o deterrente (come quello che potrebbe detenere Israele) e un arsenale nucleare offensivo e voluto apposta per distruggere un altro Stato (come quello iraniano).

7)      Gli odiatori prendono a pretesto le legittime proteste dei ragazzi israeliani per cercare di inserire impropriamente la questione palestinese nelle faccende interne allo Stato Ebraico. Sbagliato. I cosiddetti “indignatos” israeliani chiedono una maggiore equità sociale. Nulla di quella protesta ha a che fare con la vicenda palestinese o con le risorse dedicate dallo Stato Ebraico di Israele alla Difesa. Tutti quei ragazzi (nessuno escluso) sa benissimo che Israele lotta contro il proprio annientamento e contro nemici potenti e pericolosi. Vogliono solo un sistema sociale più rivolto alle esigenze dei giovani e delle nuove generazioni.

8)      Gli odiatori sostengono che Israele non è una democrazia perché i cittadini non ebrei non hanno gli stessi Diritti dei cittadini ebrei e vengono discriminati. Sbagliato. I cittadini israeliani non ebrei hanno gli stessi Diritti dei cittadini di religione ebraica e hanno addirittura una rappresentanza alla Knesset. L’unica differenza sta nel fatto che i cittadini non ebrei non possono fare il militare o occupare ruoli di governo in settori legati alla Difesa.

Potrei continuare ancora per molto a elencare le bugie sparate dai media su Israele e i trucchetti usati per denigrare lo Stato Ebraico, a partire da quelli più subdoli usati sui titoli degli articoli, come quando in occasione della più che legittima reazione israeliana all’attentato di Eilat molti media titolavano “Israele attacca Gaza” e solo all’interno dell’articolo venivano spiegati i motivi e soprattutto i target. Oppure potrei parlare di alcuni media stranieri chiaramente concentrati unicamente sulla denigrazione e sulla divulgazione di false notizie (lo faremo in un altro articolo), ma credo che per ora possa bastare. Vorrei solo ribadire ancora una volta che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio attacco all’esistenza stessa di Israele, ad un tentativo di annientamento che vede nei media una importante componente dell’attacco allo Stato Ebraico. Una cosa che non si può più permettere.

Sharon Levi

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