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Ucraina come la Georgia? La risposta europea è la Ashton

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Questa mattina blindati russi sono entrati a Sebastopoli, in Crimea, cioè in Ucraina. Apparentemente lo hanno fatto per proteggere l’importante base navale russa, in realtà è un doppio monito di Putin, uno all’Europa che deve stare fuori dalla area di interesse russa, l’altro al Governo ucraino (qualunque esso sia) che non deve opporsi ad una eventuale secessione delle province a maggioranza etnica russa.

Sembra di rivedere passo a passo quanto successo in Georgia nel 2008 quando la Russia invase la piccola repubblica caucasica per favorire la separazione della Ossezia. Le mosse di Putin sono le stesse che fece anche allora. Prima avvicina le divisioni corazzate al confine, poi ne fa entrare un po’ e alla prima reazione da il via all’invasione. La guerra in Georgia fu cortissima ma molto sanguinosa.

L’Europa non sembra aver fatto tesoro di quella esperienza e invece di mandare qualcuno di intelligente e preparato a Mosca per cercare di scongiurare un’altra sanguinosa guerra manda la Ashton a Kiev. Un po’ poco per una comunità come quella europea che vanta propositi di grande potenza politica. Lo so, associare il nome della Ashton alla frase “grande potenza politica” è quantomeno azzardato, ma tant’è.

Il problema è che a Bruxelles sono terrorizzati da Putin e non possono nemmeno contare come una volta sull’aiuto americano, né a livello militare né tanto meno a livello politico dato che come Segretario di Stato hanno quella strana figura di John Kerry, l’alter ego della Ashton.

Dovremo quindi aspettarci una nuova Georgia in Ucraina? Temo che sia molto probabile proprio perché Putin non ha veramente nessuno che lo ostacoli. Sai che gli frega a Putin delle condanne della Ashton o di qualche politicante europeo? Gli basta minacciare di chiudere i rubinetti del gas per avere campo libero. E avanti così, facciamoci del male.