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Ucraina: il rischio nazismo. Un’altra “primavera” che finisce male?

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Quando un regime autoritario viene abbattuto c’è sempre da festeggiare e di certo quello ucraino di Viktor Yanukovich lo era un regime autoritario. Ma le piazze spesso non tengono conto della geopolitica e della politica interna, così frequentemente  accade che un regime autoritario venga abbattuto per essere sostituito da qualcosa di peggio. Lo abbiamo visto con le cosiddette primavere arabe quanto sia difficile portare la democrazia in un paese che esce da un regime.

La situazione in Ucraina non è molto dissimile da quella vista in altri Paesi che escono da regimi autoritari. C’è molta confusione anche se, a differenza di altri, l’opposizione sembra avere un punto di riferimento in Yulia Tymoshenko. Ma da quando la Tymoshenko è stata incarcerata da Yanukovich le cose internamente sono leggermente cambiate, gli equilibri politici interni sono cambiati. C’è stata una forte avanzata del gruppo nazista Pravi Sektor che secondo recenti rapporti in caso di elezioni potrebbe puntare al 20/25% il che costringerebbe chiunque vinca le prossime elezioni, indette per il 25 maggio, a trattare con loro.

Ora, dando per scontato che tutte le ipotesi complottiste lette nei giorni scorsi sui giornali di estrema sinistra (il Manifesto e compagnia bella) siano esagerazioni propagandistiche (quella che gli USA finanzino i nazisti di Pravi Sektor è proprio una bufala colossale) rimane il fatto che il rischio che Pravi Sektor diventi l’ago della bilancia e che influenzi fortemente la politica ucraina è reale e concreto.

Putin, che è tutto meno che uno stupido, nelle scorse settimane ha avvisato i paesi europei che rischiavano di ritrovarsi a gestire uno come Dmytri Yarosh (leader di Pravi Sektor) al posto di Viktor Yanukovich, il che non è detta che sia un bene.

Nazista è anche il leader di Svoboda, Oleg Tiagnybok, uno dei cosiddetti leader della piazza ucraina. Secondo i russi (e potrebbe non essere una esagerazione propagandistica) Oleg Tiagnybok è un antisemita che propaganda l’espulsione di tutti gli ebrei dall’Ucraina anche se questa notizia non trova riscontri nemmeno nella comunità ebraica di Kiev. Anche lui potrebbe diventare fondamentale a livello politico se è vero che potrebbe prendere un buon 10/12% (per correttezza va detto che queste percentuali sono del tutto ipotetiche e potrebbero cambiare in difetto o in eccesso).

A prescindere da tutto e dalle ipotetiche percentuali di consenso, ritengo altamente improbabile che chiunque vinca le elezioni del prossimo 25 maggio possa raggiungere la maggioranza assoluta e quindi fare a meno dell’estrema destra nazista per governare. Detto in soldoni, non vorrei che ci trovassimo di fronte all’ennesima “primavera” che scalza un regime autoritario per instaurarne uno peggiore.

Naturalmente nessuno se lo augura e visto che la Russia probabilmente si tirerà fuori dal casino ucraino (ha già annunciato di aver bloccato tutti gli aiuti), dovrà essere l’Europa a prendersi sul groppone il compito di aiutare l’Ucraina a non finire come la Libia. Ma dubito molto che una Catherine Ashton qualsiasi possa essere all’altezza del compito. Spero di sbagliarmi ma per l’Ucraina non vedo nulla di buono nel prossimo futuro (sempre ammesso che Putin se ne stia buono).

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