Ucraina, Israele, marò: Ashton ed Europa mai così in basso

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Non si è mai vista una gestione della politica estera europea così schifosa (passatemi il termine). Eppure credevamo che Catherine Ashton ci avesse abituati a vedere il peggio e ogni volta che la baronessa inglese si muove crediamo che tocchi il fondo. Ma francamente inizio a pensare che non ci sia un fondo nel barile della Ashton.

Sono tre i fatti salienti su cui puntare l’obbiettivo, dando per scontato che sulla vicenda siriana l’Europa non abbia mai nemmeno tentato di avere voce: Ucraina, Israele e processo di pace, marò italiani illegalmente detenuti in India.

Ucraina

Mentre in tutta Europa avanzano movimenti anti-europeisti e in molti stati (compresa l’Italia) si fa avanti l’idea di uscire dall’Unione Europea e dall’Euro, in uno Stato dell’est, in Ucraina, la gente lotta contro il potere perché vuole entrare in Europa. Da mesi il popolo scende in piazza contro il presidente filo-russo, Viktor Yanukovich, manifestazioni pacifiche regolarmente represse nel sangue dal regime ucraino. E cosa fa l’Europa oltre a emettere sterili comunicati stampa di condanna? Si gira dall’altra parte e temporeggia per non indispettire la Russia. Un atteggiamento vigliacco che trova anche un lato comico nell’annuncio che presto Catherine Ashton si recherà in Ucraina, probabilmente entro il mese di febbraio. Cioè, non è che la Ashton si è catapultata a Kiev ad alzare la voce non appena sono iniziate le violente repressioni, non è che vista la situazione ormai sull’orlo della guerra civile la Ashton sale sul primo aereo e va a Kiev per rendersi conto di persona della situazione. No, pensa di andarci a febbraio, come se dovesse andare a visitare uno Stato in pace e senza alcun sommovimento. Siamo al ridicolo, al tragicamente comico.

Israele e il processo di pace

Su questo argomento ci sarebbe davvero da scriverci una enciclopedia, non per quello che l’Europa ha fatto o sta facendo per il processo di pace in Medio Oriente, ma su quello che un mediatore teoricamente sopra le parti non dovrebbe mai fare. La politica imposta dalla Ashton in Medio Oriente è palesemente e indiscutibilmente anti-israeliana. Non ci sono scuse che tengano a riguardo. In Europa si chiudono gli occhi di fronte alla palese corruzione in seno alla ANP, agli atti di terrorismo da parte di Hamas e degli altri gruppi terroristici nei confronti di Israele, si chiudono gli occhi di fronte alle dichiarazioni da parte palestinese di non voler in nessun caso riconoscere lo Stato Ebraico di Israele e sulla più volte espressa volontà di voler cancellare Israele, mentre si arriva a proporre un boicottaggio europeo dei prodotti israeliani solo perché Israele non si piega ai diktat arabi. Con quale autorità l’Europa può presentarsi come negoziatore imparziale mandando Catherine Ashton a rappresentarla quando la stessa Ashton ha ingenti interessi economici e personali che la rendono decisamente di parte e profondamente anti-israeliana?

Il caso dei due marò italiani in India

Ho lasciato per ultimo il caso dei due marò italiani detenuti illegalmente da due anni in India e accusati di omicidio e pirateria, accuse per le quali rischiano la pena di morte. L’ho fatto perché all’apparenza l’Europa c’entra poco in quella che può sembrare una bega tra Italia e India. Invece non è così, prima di tutto perché in queste ore si sta discutendo un importante trattato economico tra Unione Europea e India, un trattato molto vantaggioso per alcuni Paesi europei (tra i quali la Gran Bretagna) e che l’Italia chiede di rimettere in discussione. Il ragionamento italiano è semplicissimo: i due marò sono soldati di una Paese europeo (l’Italia) che operavano in seno a una missione antipirateria internazionale voluta dall’Onu e dalla stessa Unione Europea. Agivano quindi sotto l’egida di ben tre bandiere, quella italiana, quella dell’Onu e quella della UE. Il fatto, checché ne dicano le autorità indiane, è avvenuto in acque internazionali e nel contesto di una missione internazionale. Lasciando anche perdere le prove farlocche dell’accusa indiana, ce n’è abbastanza perché l’Europa si muova a sostegno dell’Italia. Invece in due lunghissimi anni l’Unione Europea e il suo ministro degli esteri, Catherine Ashton, hanno fatto l’orecchio da mercante e si sono risentiti solo quando l’Italia ( più precisamente l’ex Ministro degli Esteri, Giulio Terzi) giustamente non voleva rimandare in India i due marò e anche allora lo ha fatto per mere ragioni di interesse costringendo il Governo italiano di Mario Monti  a commettere un atto incostituzionale e a rimandare i due militari italiani in India.

Ora mi chiedo, come possiamo pretendere che l’Europa sia credibile con un Ministro degli Esteri come Catherine Ashton (per altro non votata da nessuno) tutta impegnata a curare i propri interessi personali (o di quartiere) ma disposta allegramente a girarsi dall’altra parte di fronte a questioni veramente serie come quella ucraina e dei due marò italiani? Come possiamo pretendere di essere credibili come unione di Stati se mandiamo in giro a rappresentarci questa ciofeca britannica palesemente filo-araba e assolutamente disinteressata a tutto il resto? L’Europa non è mai caduta così in basso come in questo periodo e poi non lamentiamoci se la gente comincia a chiedersi cosa diavolo ci stiamo a fare nell’Unione Europea.

Last modified: Dic 3, 2017

2 Responses to :
Ucraina, Israele, marò: Ashton ed Europa mai così in basso

  1. giovanni pellegrini ha detto:

    E’ un peccato che il link al conflitto di interesse degli interessi economici della Ashton non funzioni

    1. Franco Londei ha detto:

      stanno cambiando server quindi è facile che ci siano piccoli problemi. Aspetti e riprovi

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