Un paese rancoroso vittima degli sciacalli della nuova politica

Quello che vedo è un Paese rancoroso e poco propenso al dialogo. Non voglio dare tutta la colpa a Grillo e al suo manipolo di sudditi in Parlamento, anche se di responsabilità ne hanno eccome. Lo stesso rancore lo vedo nella sinistra antiberlusconiana a tutti i costi.

beppe-grillo-art-rancorePremetto che a me Berlusconi non sta affatto simpatico quindi la mia non vuole essere una difesa dell’uomo di Arcore, ma che il Partito Democratico governato da remoto fino a ieri da un certo D’Alema e dalla peggiore nomenclatura post-comunista voglia dare giudizi di “impresentabilità” al PDL fa sorridere. Su questo lo psiconano di Genova (Grillo) ha ragione.

E’ un “tutti contro tutti” che non fa presagire nulla di buono per il nostro povero Paese. E davvero non invidio Napolitano che dovrà trovare una soluzione a questa tragica situazione.

Quello che continua, sotto certi aspetti, ad affascinarmi è il “fenomeno Grillo”. Quell’uomo è riuscito a incantare milioni di persone con un bluff degno della stangata. Un programma basato sul nulla dove si dichiarano le intenzioni ma non si dice come metterle in pratica. Un partito in stile padronale come solo Berlusconi era riuscito a fare in passato. Un modo di fare che chiude qualsiasi strada al dialogo. Un livore e un rancore che non so fino a che punto siano frutto di una vera e propria ideologia o siano il risultato di un preciso calcolo economico-elettorale. Una base di pasdaran estremisti che attaccano a spada tratta chiunque critichi il capo (o il padrone, fate voi). E’ il “sistema Ahamadinejad” messo in pratica in Italia. Un fenomeno da studiare come lo furono il nazismo e il fascismo in passato, non fosse altro che per prendere esempio dagli errori che noi italiani tendiamo diabolicamente a ripetere.

Grillo e Casaleggio sono stati bravissimi a sfruttare il rancore che montava nella gente comune contro la politica. Fecero la stessa cosa Hitler e Mussolini e, dopo di loro, Berlusconi a seguito di Tangentopoli. E’ la storia che si ripete. Ma temo che, come nel caso di Berlusconi, alla base non ci siano ideali puri ma meri interessi personali. E’ facile fare i moralisti con i conti correnti pieni. E’ facile fare i finti idealisti con lo stomaco pieno e la villa al mare. Ma quando si tratta di mettere in pratica le proposte fatte non è poi così semplice, specie se quelle proposte erano basate sul nulla. Allora non rimane che puntare ancora tutto sul rancore della gente, ben sapendo che pochi di loro hanno la cultura (o l’onestà intellettuale) per capire dove finisce il bluff e dove comincia la realtà.

E’ un quadro desolante che non lascia tante speranze di normalizzazione. A volte penso davvero che   forse, visto come stanno le cose, sarebbe meglio per tutti andare a nuove elezioni. Un sondaggio della SWG pubblicato ieri sera sostiene che se alle prossime elezioni si presentasse Renzi prenderebbe il 44% contro il 19% del centrodestra e il 25% di Grillo (le altri percentuali sono divise tra Monti e il resto della truppa). Avremmo finalmente governabilità e cambiamento. Chissà, forse davvero non tutto il male vien per nuocere e  se gli italiani si renderanno conto di essere vittime degli sciacalli della nuova politica alloro forse qualche speranza per questo Paese ci sarà.

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