Secondo Protocollo

Vince Obama: cosa cambia per il Medio Oriente?

Obama ha vinto. L’America ha scelto di miagolare ancora per quattro anni. Ha scelto l’uomo che, come dice giustamente Sfaradi, è riuscito a far passare l’avvento dell’estremismo islamico per “primavere arabe”, l’uomo che ha portato gli Ayatollah a un millimetro dalla bomba atomica.

Certo, evidentemente queste cose agli americani interessano poco, presi come sono dalle vicende interne. Al momento non hanno pensato al futuro dei loro figli, un futuro per altro richiamato proprio da Obama nel suo discorso di re-insediamento. Potrebbe essere stato un errore fatale perché non c’è futuro per un mondo insicuro come quello disegnato da Obama in questi ultimi quattro anni.

E per capire bene le conseguenze della vittoria di Obama e sul futuro mondiale basta dare una occhiata alle agenzie arabe e persiane e alla loro malcelata soddisfazione. Non potevano sperare di meglio. Regimi islamici totalitari (vecchi come l’Iran e neonati come l’Egitto e la Tunisia) non hanno nulla da temere da questo presidente che o li ha insediati oppure li difende. Con Romney sarebbe stato diverso.

E ora cosa cambia specie in Medio Oriente? Dipende da alcune cose. La prima e forse più importante questione che risentirà di questa rielezione di Obama è la vicenda del nucleare iraniano. Se sono vere le voci che vogliono contatti diretti tra Iran e USA prepariamoci a un durissimo braccio di ferro tra Gerusalemme e Washington. Israele, come ha ribadito Netanyahu ieri, non permetterà all’Iran di dotarsi di armi nucleari dietro al paravento dell’uso civile. Al contrario, Obama sembra credere alla favoletta del nucleare ad uso civile ed è tentato di trattare con gli Ayatollah. Un attacco israeliano alle centrai nucleari iraniane, già rinviato più volte e persino interrotto in una occasione, potrebbe scombinare i piani iraniani e americani. Lo vedremo presto, molto presto credo.

L’altra faccenda, trascurata da Washington negli ultimi mesi, è la questione palestinese. C’è da giurare che Obama tornerà alla carica per spingere verso un accordo tra arabi e israeliani. Solo che l’accordo che vogliono gli arabi non è proprio un accordo nel vero senso della parola, che prevede due parti e due posizioni diverse, loro pretendono semplicemente di imporre a Israele le loro volontà. Su questo hanno trovato una sponda proprio in Obama, fatta salva l’assurda richiesta di ingresso all’Onu su cui gli USA hanno posto il veto. Ora però la questione potrebbe cambiare con Obama che ha quattro anni davanti a se con l’impossibilità di ricandidarsi (quindi senza la necessità di essere “simpatico”). Il presidente americano potrebbe mettere la questione palestinese sul piatto del contenzioso iraniano. Tenere buono Israele con l’Iran in cambio di un appoggio sulla vicenda palestinese. Il problema però è che per Israele la questione palestinese non è affatto di vitale importanza come invece lo è la vicenda del nucleare iraniano. Qui Obama potrebbe fare un vero buco nell’acqua.

Infine gli assetti geopolitici in Medio Oriente. E’ indiscutibile che Obama si sia spostato verso Ankara e, anche se in misura minore, verso il Cairo. Negli ultimi mesi sia la Turchia che l’Egitto sono stati in seconda fila per non incidere nelle elezioni americane. Ora passeranno alla cassa per l’incasso e non sarà una cosa piacevole per il Medio Oriente. Non è escluso nemmeno che Ankara possa rompere gli indugi nella vicenda siriana (che ai turchi interessa più per il Kurdistan che per i Diritti dei siriani) e sulla quale i turchi sono rimasti buoni probabilmente proprio per non influenzare il voto americano. Obama usò questa tecnica (quella della guerra per procura) con Gheddafi e gli riuscì. Possibilissimo che adesso, senza il problema della rielezione, faccia la stessa cosa anche con la Siria usando la Turchia.

Ora, il mantra che ho sentito questi giorni dai media di sinistra è stato che se avesse vinto Romney ci sarebbe stato un mondo in guerra, un ritorno al passato, ai tempi di Bush. Bene, guardando questo quadro, si è davvero sicuri che con Obama il mondo vivrà in pace? Personalmente credo proprio di no, anzi, credo che da oggi il mondo sia davvero un posto molto più insicuro di quanto non lo fosse ieri. Obama ha vinto, il mondo probabilmente ha perso. Viva Obama, abbasso il mondo e la democrazia.

Sharon Levi

3 Comments

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  • analisi ineccepibile cara Sharon. Purtroppo credo che il mondo e con esso gli USA dovranno rimpiangere questa scelta sciagurata

  • A questo punto o il comunismo o la shariah.
    La storia ha già dimostrato che il comunismo si può sempre distruggere, la shariah sfortunatamente no 🙁

  • Giudico il secondo mandato estremamente pericoloso per tutto il M.O. e l’Occidente!