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Vogliono uccidere la democrazia israeliana. Non possiamo permetterlo

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Uno Stato che non c’è ma che viene riconosciuto come tale da centinaia di Paesi in tutto il mondo. E’ un paradosso enorme e unico ma è anche la situazione perfetta per i palestinesi e per tutti coloro che non vogliono una soluzione a due stati ma che mirano dritto alla scomparsa di Israele.

D’altra parte è quello che gli arabi hanno sempre voluto, cancellare Israele. Cosa vi fa pensare che dopo 66 anni, dopo che i palestinesi hanno avuto mille occasioni per costruire il loro Stato indipendente, possano cambiare idea?

Gli arabi non hanno mai voluto uno Stato israeliano che vivesse accanto a uno Stato palestinese, lo hanno dimostrato in mille occasione e lo stanno dimostrando anche in questi giorni. Pur non essendo uno Stato a tutti gli effetti si comportano come se lo fossero. Riconoscimento all’Onu, firma di protocolli internazionali, accordi bilaterali, ecc. ecc. Stanno cercando di raggiungere attraverso la diplomazia quello che non hanno raggiunto in oltre 60 anni di guerre, non una soluzione negoziata che prevede due Stati per due popoli ma uno Stato arabo che non prevede la presenza di Israele. Non c’è nessuna volontà di negoziare nulla. E’così palese che non si può non vedere.

Le ultime tattiche palestinesi ignorano totalmente il concetto di “negoziare” con Israele, anzi, sono tutte volte a ignorarne completamente l’esistenza. Eppure tutto questo non solo viene ignorato dalle “potenze occidentali” ma viene persino foraggiato con “riconoscimenti” mirati proprio a evitare qualsiasi tipo di negoziato.

Stiamo assistendo al tentativo delle cosiddette democrazie occidentali di assassinare la democrazia israeliana. E’ davanti agli occhi di tutti.

Bene, noi che alla democrazia israeliana ci teniamo, noi che crediamo che i Diritti Umani siano davvero inalienabili e che non possano essere calpestati dalla prepotenza araba, possiamo piegarci a tutto questo e continuare a far finta di nulla, oppure possiamo provare a reagire. Stanno nascendo diversi gruppi di pressione ai quali invito caldamente ad aderire. Ma non è sufficiente. Dobbiamo continuare a denunciare con forza e con costanza il tentativo di omicidio della democrazia israeliana con ogni mezzo, dobbiamo fare pressione sulla politica nazionale e internazionale affinché non si cada nel tranello arabo. Dobbiamo unirci, a prescindere dalle personali idee politiche, in un unico movimento che sostenga la democrazia israeliana prima che sia troppo tardi. Dobbiamo creare qualcosa di veramente grande e pubblico, una entità che racchiuda chi tiene alla democrazia e ai Diritti, a prescindere dal credo politico e religioso. Non possiamo permetterci il lusso di abbandonare Israele a questi assassini di democrazie.