Wikileaks ha messo a nudo il reality show della politica

Al di fuor della polemica che si sta consumando in queste ore su internet in merito al fatto se sia giusto o  meno pubblicare file riservati e se questa attività rientri nel sacrosanto Diritto a informare (e quindi nella cerchia della libertà di stampa), quello che sembra più evidente dai file messi in rete da Wikileaks è senza dubbio la sistematica ambiguità della politica internazionale.

Prendiamo l’esempio italiano, ma solo perché più vicino a noi e non perché si differenzi da atri esempi che si possono fare. Ebbene, dai file riservati pubblicati da Wikileaks emerge che gli americani hanno una opinione del nostro Premier molto, ma molto bassa. Emerge anche che hanno una scarsa stima del nostro Ministro degli Esteri, giudicato quasi come un portaborse o, nella migliore delle ipotesi, alla stregua di un rappresentante di commercio, una sorta di venditore ambulante che vende solo i prodotti che gli vengono imposti dai leader dell’azienda. E’ tutto nero su bianco, non c’è gossip o frasi interpretabili e interpretate. Ebbene, dopo che questi inequivocabili documenti sono venuti alla luce il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, è stata costretta a “elogiare” pubblicamente il Premier italiano durante l’ultimo vertice dell’OCSE. Qual è allora la verità? Quella che in privato dipinge il Premier italiano come un uomo malato, inetto e portavoce di Putin in Europa, oppure quella pubblica rappresentata dalle parole del più alto esponente della politica estera americana?

E’ evidente a tutti che quando una persona pensa di parlare in privato è generalmente molto più sincera, esprime cioè con il suo interlocutore le sue vere impressioni sull’oggetto della discussione. E’ quindi pensabile che effettivamente gli americani pensino del Premier italiano quanto riportato nei messaggi privati intercorsi tra l’Ambasciata di Roma e il Dipartimento di Stato. La Clinton insomma, con le sue dichiarazioni di stima, avrebbe solamente pagato un debito nei confronti del Premier italiano. L’esempio lampante di quanta ambiguità e ipocrisia ci sia nella politica.

Intendiamoci, questa è una cosa risaputa a chiunque in qualche modo abbia a che fare con la politica. L’ambiguità e l’ipocrisia sono all’ordine del giorno, solo che Wikileaks ha portato questa ventata di verità anche nelle case di coloro che non hanno a che fare con i politici. Per esempio sono sicura (anche se ancora non sono usciti) che ci sono file dedicati anche a politici di sinistra e sono pronta a scommettere che saranno più o meno dello stesso tono di quelli dedicati all’attuale Premier italiano. E sono altrettanto sicura che quando questi file emergeranno gli americano dovranno ripagare il debito anche con quei politici di sinistra così come hanno fatto con il Premier. E’ normale, come è normale che poi questi “crediti” vengano spesi in politica interna così come hanno già fatto i politicanti di destra con le “affermazioni di stima” della Clinton nei confronti del Premier. Benvenuti nel reality show della politica, dove tutto e il contrario di tutto e niente è quello che sembra.

Marta Baldelli

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