Secondo Protocollo

Zimbabwe: risposta del Parlamento Europeo alle richieste di Secondo Protocollo

Zimbabwe – Secondo Protocollo si affida spesso e volentieri alle strutture dell’Unione Europea per denunciare abusi e violazioni dei Diritti Umani. Molte volte lo fa senza tanta pubblicità usando i mezzi che l’Unione Europea mette a disposizione di associazioni e cittadini per denunciare tali violazioni. Lo abbiamo fatto tante volte ottenendo anche importanti risultati.

E’ il caso per esempio dello Zimbabwe su cui la nostra associazione ha sollevato diverse volte importanti quesiti all’Unione Europea ottenendo attenzione e, qualche volta, una seria collaborazione. Abbiamo, per esempio, denunciato una asta illegale di diamanti che violava palesemente il Protocollo di Kimberley , mentre altre volte abbiamo denunciato le violazioni dei Diritti Umani perpetrate da Mugabe.

E’ proprio nel contesto delle palesi violazioni dei Diritti Umani perpetrate da Mugabe che al momento, secondo noi, l’Unione Europea e in particolare il Parlamento Europeo sta dormendo sugli allori senza ottenere alcunché.

E’ di ieri la risposta che ci ha dato Erminia Mazzoni, Presidente della commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo, una risposta che non ci ha per niente soddisfatti in quanto rimanda a una risoluzione del Parlamento Europeo (risoluzione del 7 aprile 2011 sullo Zimbabwe) che pur denunciando le violazioni dei Diritti Umani perpetrate da Mugabe non pone dei paletti precisi a tali violazioni. In sostanza denuncia ma non provvede.

Non ci può star bene una risposta del genere. Noi avevamo chiesto azioni concrete contro lo Zimbabwe non una vecchia dichiarazione di condanna che non va oltre lo sdegno per certe azioni e che non promuove atti concreti per costringere Mugabe a cambiare rotta.

Quella risoluzione ci era già nota ma sarebbe stata costruttiva se alla condanna fossero seguite adeguate misure atte a costringere Mugabe a cambiare rotta. Questo era quello che avevamo chiesto e che, purtroppo, non è stato preso in considerazione dal Parlamento Europeo.

In Zimbabwe continuano senza sosta le gravissime violazioni dei Diritti Umani, la sistematica incarcerazione dei dissidenti politici, dei giornalisti e dei blogger, il tutto senza che nessuno faccia niente. E non basta certo una risoluzione di condanna. Vogliamo di più. Vogliamo atti concreti volti a costringere Mugabe a scendere a patti e a interrompere immediatamente tali violazioni dei Diritti Umani. Il fatto stesso che l’ultima risoluzione del Parlamento Europeo risalga al 7 aprile 2011 la dice lunga sull’immobilità della politica estera europea verso questo sanguinario dittatore (Mugabe n.d.r.)

Gradiremmo quindi che la sig.ra Catherine Ashton invece di interessarsi di finte crisi come quella di Gaza si interessasse di vere crisi umanitarie e che spinga il Parlamento Europeo a prendere adeguate misure contro lo Zimbabwe.

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