Medio Oriente

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Israele: il momento delle scelte difficili e impopolari

Quello del silenzio tombale dei media internazionali sul rapimento di tre ragazzini israeliani è l’ennesimo caso che dimostra come Israele abbia contro la grande stampa internazionale, prontissima a strombazzare ai quattro venti se un arabo scivola su una buccia di banana in qualche villaggio sperduto della West Bank ma silente quando le vittime sono israeliane.

La Giordania preoccupa Israele più di Hamas

La guerra di Gaza con il suo immancabile impatto mediatico ci ha fatto perdere di vista gli altri problemi che in questo momento attanagliano il Medio Oriente, a partire dal nucleare iraniano di cui non se ne parla più con buona pace degli Ayatollah che possono costruirsi la loro bomba atomica in santa pace. Ma se vogliamo parlare di priorità non possiamo non gettare lo sguardo verso la Giordania.

La fortuna di nascere a Gaza

Siria, quasi 200.000 morti di cui diverse migliaia sono palestinesi, milioni di sfollati dei quali decine di migliaia sono palestinesi. Ne avete sentito per caso parlare? Avete visto manifestazioni contro Assad? Avete per caso sentito pronunciare o solo sussurrare la parola “genocidio”? Avete visto bandiere siriane bruciare sulle pubbliche piazze?

E tu con chi stai? Con Israele e la democrazia o con il terrorismo?

israele-democrazia1Non è più il tempo delle indecisioni e delle divisioni. L’attacco diplomatico alla democrazia israeliana è senza precedenti e la risposta deve essere unitaria e univoca, senza mezze parole, senza cedimenti e senza distingui ambigui. O si sta con Israele o si sta contro Israele.

Pace Israele – Palestina: il trabocchetto della Valle del Giordano

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Nei giorni scorsi sono emersi alcuni dettagli del cosiddetto “piano di pace quadro” che John Kerry vorrebbe presentare ai negoziatori israeliani e palestinesi. Come la penso io sulle possibilità di pace l’ho già detto in un altro scritto, tuttavia vale la pena analizzare la parte di quel piano che riguarda la Valle del Giordano e le critiche palestinesi alla proposta  (o supposta tale) di Kerry. 

Il suicidio della politica estera europea in Medio Oriente

Chiunque si interessi anche a livello dilettantesco di politica estera sa che in questo campo sono pochissime le sicurezze e che quello che oggi sembra certo domani potrebbe non esserlo più. Tuttavia anche il dilettante qualsiasi sa che una cosa certa c’è, cioè che in qualsiasi ragionamento riguardante la politica estera occorre partire da alcuni punti fermi per poi analizzare tutti gli altri.

La grande partita a scacchi del Medio Oriente

Un mio vecchio amico usava dire che “in Medio Oriente nulla è come sembra”. Queste parole me le sono impresse in testa e le ricordo sempre ogni qualvolta cerco di analizzare la situazione in Medio Oriente cercando di vederla in maniera il più possibile obbiettiva.

Cari Obama, Mogherini & C. Come la mettiamo con la Turchia terrorista?

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E adesso come la mettiamo con la Turchia dopo che è emerso il suo coinvolgimento nel piano per rovesciare il Governo della Autorità Nazionale Palestinese? Cosa farà la comunità internazionale? Continuerà a sostenere la ANP e a riconoscerla come legittimo Governo palestinese?

Raccontatelo a Papa Francesco

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Abbiamo tutti negli occhi il regalo fatto da Papa Francesco ai palestinesi quando ha fatto fermare la macchina e si è soffermato in preghiera di fronte al muro di difesa israeliano. Quel gesto è stato subito strumentalizzato dai filo palestinesi come fosse una esplicita condanna di quel muro.

Palestina: dalla politica delle pietre a quella delle bombe

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Secondo Catherine Ashton i palestinesi sono legittimati a tirare pietre perché quelle sono “un simbolo della rivolta palestinese” e poi “non fanno male”. Gli fa eco la sinistra europea che legittima il lancio di pietre contro le automobili e contro i civili israeliani come se fosse un fatto normale. Intanto negli ultimi mesi ci sono stati centinaia di feriti e incidenti stradali a causa del lancio delle pietre e solo per caso non c’è scappato il morto.

I grandi media succubi e complici dei terroristi di Hamas

Mi stavo rileggendo con molta calma l’importantissima testimonianza di Matti Friedman pubblica ieri su Rights Reporter (leggetela perché è veramente un documento storico) e vorrei soffermarmi su alcune sue affermazioni che potrebbero aiutare i lettori a capire come funzionano realmente le cose per i media in Medio Oriente e perché c’è una vera e propria informazione a senso unico a favore di Hamas e dei palestinesi.

Iran: quella democrazia che vede solo Lucia Goracci

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Morte a Israele, morte al Grande Satana (gli Stati Uniti). Così oggi decine di migliaia di iraniani hanno festeggiato il 35esimo anniversario della Rivoluzione Islamica in Iran.

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Sociale & Sclerosi Multipla

Sclerosi Multipla: attenti ai ciarlatani e ai venditori di sogni impossibili

Purtroppo mio malgrado sono costretto a tornare su un argomento che ogni volta che lo tratto mi fa salire la pressione a mille: quello...