Medio Oriente

Home Blog Medio Oriente

Perché un Kurdistan armato fa più paura del ISIS?

Pochi giorni fa il Presidente Obama ha lanciato la sua “strategia” per combattere lo Stato Islamico, ISIS, annunciando però che non invierà truppe di terra. La cosa, conoscendo Obama, non stupisce affatto ma ci si aspetterebbe almeno che gli Stati Uniti mettano in condizioni chi combatte sul campo di farlo nella maniera più appropriata. Invece le armi promesse a Peshmerga curdi non sono arrivate, sono bloccate da fantomatici “problemi burocratici” a Baghdad.

Egitto: la sfida di al-Sisi all’Islam e le aperture a Israele

al-sisi-egitto

Se c’è una cosa che non si può dire del Generale Abdel Fatah al-Sisi è che non abbia coraggio. Lo ha dimostrato  venerdì con un discorso ai militari ripreso dal giornale egiziano Youm7 nella quale sfida apertamente l’islam integralista e lancia una importantissima apertura a Israele.

Il suicidio della politica estera europea in Medio Oriente

Chiunque si interessi anche a livello dilettantesco di politica estera sa che in questo campo sono pochissime le sicurezze e che quello che oggi sembra certo domani potrebbe non esserlo più. Tuttavia anche il dilettante qualsiasi sa che una cosa certa c’è, cioè che in qualsiasi ragionamento riguardante la politica estera occorre partire da alcuni punti fermi per poi analizzare tutti gli altri.

La guerra per delegittimare Israele

Ormai la guerra per delegittimare Israele non conosce più soste. Prima le azioni del gruppo BDS, per altro nocive solo ai palestinesi che in migliaia hanno perso il lavoro, poi l’iniziativa alla FIFA affinché Israele venisse espulsa dall’organismo che controlla il calcio mondiale, iniziativa poi ritirata di fronte all’evidenza che non sarebbe riuscita. Adesso il prossimo terreno di scontro saranno presumibilmente le olimpiadi, almeno stando a quanto dice Jibril Rajoub, cioè il capo del calcio palestinese nonché Ministro dello sport e presidente del Comitato Olimpico Palestinese.

Meglio una democrazia imperfetta che una perfetta teocrazia

arabi-israeliani

La proposta di legge avanzata da Netanyahu per fermare il terrorismo di matrice palestinese seppur imperfetta e non certo al 100% democratica è stata una idea geniale. Di fatto ha messo gli arabo-israeliani di fronte a una scelta: continuare a vivere in una democrazia imperfetta, ma pur sempre una democrazia, oppure scegliere di passare dall’altra parte, cioè dalla parte della teocrazia di Hamas o della dittatura strisciante di Fatah.

Cari Obama, Mogherini & C. Come la mettiamo con la Turchia terrorista?

turchia-hamas-erdogan

E adesso come la mettiamo con la Turchia dopo che è emerso il suo coinvolgimento nel piano per rovesciare il Governo della Autorità Nazionale Palestinese? Cosa farà la comunità internazionale? Continuerà a sostenere la ANP e a riconoscerla come legittimo Governo palestinese?

Medio Oriente: gli errori di Obama, la follia di Trump

Il Medio Oriente sta lentamente scivolando verso il baratro di una guerra ben più devastante di quelle viste fino ad ora, un conflitto che vede contrapposti Iran e Arabia Saudita e che rischia di coinvolgere tutta la regione e forse anche Paesi esterni al Medio Oriente.

Medio Oriente e occidente ostaggi degli assassini arabo-palestinesi

Facciamo subito chiarezza su un punto: gli arabo-palestinesi non vogliono un loro Stato. Se lo avessero voluto a quest’ora lo avrebbero potuto avere ma lo hanno rifiutato per ben cinque volte. Quindi il mantra che vorrebbe Israele come maggior responsabile della mancata nascita di una Stato arabo-palestinese è una balla colossale. Gli unici a non volerlo né prima, né adesso, né mai, sono proprio gli arabo-palestinesi.

Che interessi ha la Francia nel conflitto israelo-palestinese?

A un primo sguardo non si capisce bene che interessi abbia la Francia nel conflitto israelo-palestinese tanto da farle organizzare una conferenza internazionale che oggi a Parigi vedrà la sua nascita con la ferma opposizione di Israele e la apparente freddezza degli Stati Uniti. Cosa gli interessa ai francesi di mettere becco in una delle questioni più complesse del Medio Oriente? Perché mai si sbattono così tanto?

Il gioco sporco della Mogherini

Premesso che la Mogherini non mi è mai piaciuta sin da quando era stata nominata Ministro degli Esteri italiano, quindi potrei pure essere di parte nel criticare le sue scelte attuali riguardo la politica dell’Unione Europea in Medio Oriente. Ma lasciatemi per un attimo dare fiato alle trombe della critica cercando di non lasciarmi condizionare dall’antipatia che questa donnetta mi provoca.

Netanyahu, Putin, gli arabi e i critici della domenica

Nei giorni scorsi ho letto diverse critiche rivolte a Netanyahu a causa del suo viaggio in Russia. Alcuni si chiedevano come poteva il Premier israeliano andare a trattare con chi vende armi all’Iran (e qualcuno ha addirittura detto a Hezbollah e ad Hamas), cioè al maggior nemico di Israele.

Vivere in Israele sotto attacco globale

Ieri sera ho parlato a lungo con una mia amica che si trova momentaneamente in Israele per affari. Per lei, non israeliana e nemmeno ebrea, è il primo viaggio in Israele e l’impatto è stato devastante. In poche ore di visita a Gerusalemme ci sono stati diversi attacchi da parte palestinese contro gli israeliani, autobus presi a colpi di molotov, gente accoltellata per strada. «Ma come fanno a vivere così?» mi ha chiesto alla fine del suo racconto.

Seguimi su...

1,578FansLike
111FollowersFollow

Sociale & Sclerosi Multipla

Sclerosi Multipla: attenti ai ciarlatani e ai venditori di sogni impossibili

Purtroppo mio malgrado sono costretto a tornare su un argomento che ogni volta che lo tratto mi fa salire la pressione a mille: quello...