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Vogliono uccidere la democrazia israeliana. Non possiamo permetterlo

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Uno Stato che non c’è ma che viene riconosciuto come tale da centinaia di Paesi in tutto il mondo. E’ un paradosso enorme e unico ma è anche la situazione perfetta per i palestinesi e per tutti coloro che non vogliono una soluzione a due stati ma che mirano dritto alla scomparsa di Israele.

Palestina 1 Israele 0. Facciamoci del male

Il goal mediatico segnato ieri dalla propaganda palestinese è stato davvero impressionante. In un colpo solo sono riusciti a mettere in secondo piano l’immane tragedia del massacro di tre ragazzi ebrei, a scatenare probabilmente la terza intifada, a ottenere la solidarietà globale (ma questo non è stato difficile) e a mettere in secondo piano il continuo lancio di missili da Gaza sul sud di Israele. E per fare tutto gli è bastato ammazzare un ragazzino palestinese e far ricadere la colpa sugli ebrei ortodossi.

Attacco alla Siria: un favore a chi odia Israele

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Faccio una premessa anche se so che farà incazzare parecchia gente: se devo scegliere tra Assad e Al Qaeda in Siria preferisco di gran lunga Assad, pur con tutte le sue contraddizioni e il suo odio verso Israele.

Israele: tutte le mosse per isolare Gerusalemme

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Vogliamo tornare per un attimo al riconoscimento della Palestina come “Stato osservatore” alle Nazioni Unite e ragionare sul vero perché è stato attribuito ai palestinesi questo “riconoscimento” del tutto ininfluente sul piano pratico ma molto importante sul piano politico.

Dal Califfato del ISIS al Califfato di Erdogan

La Turchia di Erdogan ha deciso: combatterà contro il califfato dello Stato Islamico, ISIS, e lo farà sia in Siria che in Iraq.

La guerra per delegittimare Israele

Ormai la guerra per delegittimare Israele non conosce più soste. Prima le azioni del gruppo BDS, per altro nocive solo ai palestinesi che in migliaia hanno perso il lavoro, poi l’iniziativa alla FIFA affinché Israele venisse espulsa dall’organismo che controlla il calcio mondiale, iniziativa poi ritirata di fronte all’evidenza che non sarebbe riuscita. Adesso il prossimo terreno di scontro saranno presumibilmente le olimpiadi, almeno stando a quanto dice Jibril Rajoub, cioè il capo del calcio palestinese nonché Ministro dello sport e presidente del Comitato Olimpico Palestinese.

Gaza: lo scandalo dei media compiacenti e complici di Hamas

Se un giornalista entra a Gaza per fare un reportage sulla guerra ha il dovere di trasmettere la verità. E’ ipocrita distorcere le notizie e poi, una volta fuori da Gaza, dire che lo si è fatto perché minacciati da Hamas.

Quei sensazionalisti che vorrebbero la guerra in Medio Oriente

Nel leggere un articolo di Libero mi è venuto da pensare a quanti idioti in occidente (e non solo) si augurino una guerra in Medio Oriente che coinvolga Israele. Ce ne sono di tutti i tipi, sia di quelli che dicono di parteggiare per gli israeliani che quelli che invece sono contro. A unirli è questa assurda smania di vedere lo Stato Ebraico in guerra, che “asfalti” o che venga “asfaltato” (D-o come odio questo termine).

Iran: la tigre di carta che piace tanto a Obama

Se c’è una cosa che lo Stato Islamico – ISIS – ci ha dimostrato è che puntando sull’Iran come nuova forza egemone in Medio Oriente il Presidente Obama ha scelto ancora una volta il cavallo sbagliato. Le sconfitte militari subite da Teheran e da tutti i gruppi ad essa collegati in Siria e in Iraq ci hanno mostrato un Iran militarmente debole, un Iran che non è in grado di combattere una guerra con mezzi convenzionali ma che ottiene risultati solo dove usa il terrorismo come arma.

Medio Oriente: è Putin la grande incognita nella sfida tra Iran e Israele

In un Medio Oriente lasciato in fiamme dalla disastrosa politica di Obama ci sono pochissime certezze e tante incognite. Una delle poche certezze emerse con l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti è il ritorno dell’Iran nella lista dei cattivi, un “ritorno” che però crea nuovi dubbi e nuove incertezze soprattutto sul ruolo della Russia di Putin che sfruttando a piene mani la debolezza e gli errori di Obama è tornata a svolgere un ruolo di primaria importanza in Medio Oriente.

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