Medio Oriente

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Voto Onu sulla Palestina: cosa sta tramando Abu Mazen?

Premetto subito, a scanso di equivoci, che sono molto soddisfatto che la risoluzione palestinese non sia passata all’Onu grazie al voto contrario di USA e Australia e alla astensione di Regno Unito, Lituania, Nigeria, Corea e Ruanda. Ma la cosa mi puzza parecchio.

Lettera all’Europa: ecco cosa è realmente Hamas (scritta da un sopravvissuto ai terroristi)

attentato-haifa

Non sono solito fare il copia incolla di quello che scrivono gli altri, ma questa volta mi sento di dover fare una eccezione. Vogliamo pubblicare la lettera di un sopravvissuto ad un attentato di Hamas che ho “rubato” alla mia amica Tali perché credo che quanto scrive Shay Lev (così si chiama il sopravvissuto all’attentato di Hamas) debba essere diffuso il più possibile per far capire alla gente comune cosa sia in realtà Hamas e quanto stupida e arrogante, oltre che irragionevole, sia stata la decisione della Corte Europea di togliere questi tagliagole dalla lista nera dei gruppi terroristi. Vorrei che qualche deputato europeo che recentemente ha votato per il riconoscimento della Palestina facesse mente locale sulle ultime parole di Shay Lev, quelle del falco e della colomba, e ci faccia sopra un bel ragionamento. Ecco la lettera:

Good morning Palestine

«Buongiorno dalla Palestina occupata dal mostro nazista israeliano». Così dice ogni giorno la scema del villaggio usando una linea telefonica israeliana e una connessione internet israeliana. «Sono stanco di sentir legare, strumentalmente, il riconoscimento dello Stato di Palestina con la ripresa delle trattative.» Così parla quel geniaggio di Manlio Di Stefano del M5S alla Camera per chiedere che anche l’Italia si “arabizzi” e voti una risoluzione per riconoscere la Palestina.

Quell’accordo segreto tra Netanyahu e i paesi arabi di cui non si parla

La prossima settimana i sei Paesi del Gulf Cooperation Council (GCC) si incontreranno a Doha, in Qatar, per discutere dei prossimi equilibri in Medio Oriente e per gettare le basi di un più ampio piano di stabilizzazione della regione che, per la prima volta nella storia, comprende anche Israele.

La Palestina e le sciagurate scelte europee che puntano a distruggere Israele

Ieri la Francia si è unita a Svezia, Spagna e Regno Unito nel riconoscere, seppur simbolicamente la Palestina. Presto a quanto pare si aggiungeranno altri Stati mentre proprio domani al Parlamento Europeo sarà in discussione una mozione presentata dai gruppi socialisti (S&D) e dalla sinistra europea (GUE) per il riconoscimento dello Stato di Palestina sui confini del 67 e con Gerusalemme Est come capitale.

Meglio una democrazia imperfetta che una perfetta teocrazia

arabi-israeliani

La proposta di legge avanzata da Netanyahu per fermare il terrorismo di matrice palestinese seppur imperfetta e non certo al 100% democratica è stata una idea geniale. Di fatto ha messo gli arabo-israeliani di fronte a una scelta: continuare a vivere in una democrazia imperfetta, ma pur sempre una democrazia, oppure scegliere di passare dall’altra parte, cioè dalla parte della teocrazia di Hamas o della dittatura strisciante di Fatah.

Iran e nucleare: Netanyahu ha sbagliato a fidarsi di Obama

Parliamoci chiaro, pur con tutto il rispetto e la stima per Netanyahu, gli sviluppi del programma nucleare iraniano e la decisione di ieri di allungare ulteriormente di nove mesi (luglio 2015) il termine per arrivare a una soluzione definitiva del problema evidenziano l’enorme errore commesso da Netanyahu nel fidarsi del presidente americano, Barack Hussein Obama.

Una Mogherini più pericolosa della Ashton

Premetto che sollevai dubbi su Federica Mogherini sin dalla sua nomina a Ministro degli Esteri, quindi in tempi non sospetti. Ciò premesso, mi angoscia non poco constare che la sig.ra Mogherini è andata oltre ogni più rosea aspettativa e si è mostrata veramente per quello che è, la degna erede di quella Catherine Ashton che tanti danni a fatto (solo Obama è riuscito a superarla).

Informazione corrotta: chi c’è dietro la scema del villaggio?

Dunque vediamo: ieri due terroristi palestinesi investono deliberatamente una decine di persone. Ne ammazzano una, ne feriscono diverse anche in maniera grave e non senti un media italiota fiatare su questi fatti gravissimi che sembrano delineare una nuova forma di intifada e di attentato terroristico, quello di mettere sotto le persone. A parti invertite, se cioè un israeliano avesse messo sotto una decine di palestinesi come minimo partiva una flotilla, una denuncia all’Onu, Kerry si sarebbe catapultato in Israele e la Mogherini avrebbe sparato a zero contro i “coloni israeliani”, Abu Mazen sarebbe stato accolto al consiglio di sicurezza dell’Onu e i media di tutto il mondo avrebbe titolato a caratteri cubitali sulla “prepotenza degli israeliani”.

Dal Califfato del ISIS al Califfato di Erdogan

La Turchia di Erdogan ha deciso: combatterà contro il califfato dello Stato Islamico, ISIS, e lo farà sia in Siria che in Iraq.

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