Una volta c’era Amnesty International, oggi è solo cabaret

Oggi Amnesty International ha accusato Israele di praticare un sistema si apartheid nei confronti dei palestinesi, sia dentro il paese che in Giudea e Samaria, la cosiddetta “Cisgiordania”, nonché nella Striscia di Gaza.

Amnesty International ha affermato che Israele ha mantenuto “un sistema di oppressione e dominio” sui palestinesi che risale alla sua fondazione nel 1948, un sistema che soddisfa la definizione internazionale di apartheid.

Nel commentare il rapporto Israele lo ha definito “falso, parziale e antisemita” e ha accusato l’organizzazione di mettere in pericolo la sicurezza degli ebrei in tutto il mondo.

Nel rapporto si legge addirittura che “gli Stati Uniti, l’Unione Europea e i suoi stati membri e il Regno Unito, ma anche gli stati che stanno rafforzando i loro legami (con lo Stato Ebraico n.d.r.) – come alcuni stati arabi e africani – devono riconoscere che Israele sta commettendo il crimine di apartheid e altri crimini internazionali“.

Amnesty ha chiesto a questi attori di “usare tutti gli strumenti politici e diplomatici per assicurare che le autorità israeliane attuino le raccomandazioni delineate in questo rapporto e rivedano qualsiasi cooperazione e attività con Israele per assicurare che queste non contribuiscano a mantenere il sistema dell’apartheid“.

Amnesty International si auto-nomina quindi giudice e giuria, definisce Israele come uno stato che pratica apartheid solo perché a loro sembra così. Addirittura considera il blocco difensivo su Gaza come un metodo per praticare apartheid, come se dall’altra parte non ci sia uno dei più pericolosi gruppi terroristici del mondo che governa la Striscia di Gaza come un regime dispotico e violento.

E chiede alle grandi potenze del mondo di prender per buono quello che loro stessi hanno deciso e quindi di boicottare Israele (a proposito di apartheid) in base alle sciocchezze che loro scrivono nero su bianco.

Amnesty International, in un crescendo auto-divinatorio, arriva a chiedere il boicottaggio dei prodotti proveniente dalla dai cosiddetti “insediamenti israeliani” (sempre a proposito di apartheid) e alle potenze mondiali ordina di smetterla di fornire armi e assistenza militare a Israele.

Una volta c’era una grande organizzazione per i Diritti Umani che si era guadagnata il Premio Nobel per la pace con rapporti seri e dettagliati e con lotte serie per i Diritti Umani.

Oggi c’è solo una organizzazione che fa cabaret e questi rapporti anti-israeliani cerca solo di prendere finanziamenti tra le numerose fila degli antisemiti essendo venute a mancare le generose donazioni arabe a causa dei migliorati rapporti tra lo Stato Ebraico e paesi arabi, paesi arabi che per altro sono i primi a non credere più alla cosiddetta “causa palestinese”.

È una cosa furba attaccarsi alla vecchia e cara causa palestinese. Si ottiene molto con pochissimo sforzo. Amnesty International lo sa da tempo che il buon cabaret funziona sempre.

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