Mi fanno francamente infuriare coloro che cercano di far passare l’idea che il fascismo sia una opinione e che quindi anche coloro che ne fanno l’apologia esprimano una loro personale opinione.

E no, il fascismo e la sua apologia non sono una opinione, in Italia sono un reato in base all’art. 4 della Legge Scelba.

E non mi si venga a dire che “sono cose del passato” e che i “nostalgici” sono quattro gatti. Non è così.

Che poi qualcuno dovrebbe spiegarmi il significato della parola “nostalgico del fascismo”. Uno è nostalgico se una cosa l’ha vissuta e ne sente la nostalgia. I nuovi fascisti sono tutti giovanotti nati in una democrazia e il fascismo non lo hanno mai vissuto. Cosa vuol dire allora che sono nostalgici? Di cosa hanno nostalgia se non sanno nemmeno di cosa si parla?

Anzi, se possono andare in giro a fare i fascisti e i razzisti è perché vivono in una democrazia. Se vivessero in una dittatura fascista non potrebbero esprimere liberamente le proprie “opinioni”.

Siamo così democratici e di memoria corta che quando vediamo i fascisti manifestare ed esporre striscioni che inneggiano al Duce ci facciamo caso appena e nemmeno ci ricordiamo che quello è un reato punibile penalmente.

Non so se mi spaventa di più questo ritorno della grancassa fascista o piuttosto l’indifferenza che l’accompagna.