Sentire i signori di ultradestra lagnarsi ogni volta che qualcuno critica Salvini è ormai diventato un mantra insopportabile, quasi che criticare il capo della Lega equivalga per forza ad attaccarlo personalmente o, peggio ancora, che chi lo critica sia per forza di cose “una zecca comunista”.

E’ tipico di queste persone minimizzare al massimo la critica alle critiche (scusate il gioco di parole), molto spesso per mancanza di argomenti validi specie quando gli appunti a Salvini toccano nel vivo argomenti delicati.

Personalmente non ho nulla contro il capo della Lega come persona, anzi, lo reputo un uomo furbo e persino intelligente in grado di rifarsi completamente la maschera, un restyling che gli ha permesso di andare a chiedere voti persino nel tanto odiato (fino a ieri) sud Italia.

Quando un anno fa Lega e Movimento 5 Stelle hanno formato il cosiddetto “Governo del cambiamento” la preoccupazione tra coloro che come me non ne condividevano le idee e i programmi era principalmente rivolta alla manifesta incapacità dei grillini di andare oltre la loro incompetenza e al loro palese attaccamento all’antipolitica nel senso stretto della parola.

Addirittura, visto che la Lega governa molto bene diverse regioni, si pensava che in qualche modo Salvini potesse essere un argine alla demenziale politica grillina.

Purtroppo così non è stato. Sin da subito, nonostante i grottesco tentativo da parte dei leghisti di far passare l’idea che loro non avevano nulla a che fare con le leggi volute dai grillini, è apparso subito chiaro che la Lega, in quanto partner di governo del M5S, aveva le stesse responsabilità dei grillini non essendoci in Italia due governi ma uno solamente.

Questo però non è bastato ai “nuovi” elettori leghisti per criticare la Lega e Salvini. E’ bastato che il “Capitano” facesse la voce grossa in tema di immigrazione e che sigillasse quasi del tutto i porti affinché gli venisse perdonato tutto, persino l’aver firmato il tanto odiato (al nord) reddito di cittadinanza.

Intendiamoci, Salvini in questo è stato bravissimo a usare la paura degli italiani sulla “invasione” e ad usare le pecche della sinistra (e ci sono state) sul medesimo tema. Persino i “comunisti” romagnoli hanno manifestato il loro apprezzamento per l’operato del Capitano in tema di immigrazione.

Il problema è che Salvini non è andato oltre il problema immigrazione, o meglio, non è andato oltre al bloccare gli arrivi mentre per quanto riguarda le promesse di rimpatrio di centinaia di migliaia di immigrati irregolari la situazione non si è affatto evoluta. Salvini non ha mantenuto quanto promesso in campagna elettorale.

E non è la sola promessa non mantenuta dal Capitano. Vogliamo parlare delle pensioni di invalidità che aveva giurato e spergiurato di aumentare? Della Flat tax a tutti? Delle accise sulla benzina? E’ vero, ha fatto la cosiddetta “quota 100” che però al momento non ha portato i benefici che si credeva potesse e dovesse portare.

Ma noi italiani siamo abituati alle mancate promesse dei politici quindi personalmente non voglio insistere nella critica a Salvini per le promesse non mantenute (e persino velocemente dimenticate). No, la mia critica al Capitano è rivolta alle SUE politiche, alle SUE idee, ai suoi sospetti collegamenti con Putin o con gruppi neonazisti europei.

In tema di politica interna non ha fatto nulla per arginare la folle politica grillina. Si lamenta in TV del fatto che hanno bloccato tutto, che dicono di no a tutto, ma nel concreto ne è parte sostanziale. E’ un po’ il remake di quanto visto ad inizio legislatura con il reddito di cittadinanza, cioè il tentativo (goffo) di smarcarsi da quel tipo di politica, di fare distinzione tra le politiche leghiste e quelle grilline come se in Italia ci fossero due governi che operano in maniera sostanzialmente separata.

Il problema è che il trucchetto funziona, almeno per il momento se si esclude una parte di quel nord produttivo abituato a vedere più i fatti che a credere alla mera propaganda. Perché di fatti Salvini ne ha fatti pochi mentre di propaganda ha riempito la testa degli italiani.

La sua fortuna è che in Italia non c’è una opposizione degna di questo nome, che agli italiani non viene offerta una alternativa valida.

Non parlo nemmeno solo di sinistra, ma anche di una destra progressista che non pensi solo all’immigrazione ma che proponga ricette valide per il Paese e che puntino in maniera decisa alla sempre più indispensabile crescita.

Non è un caso che sia Salvini che la Meloni puntino con sempre più chiarezza a tenere fuori dalla porta Forza Italia, cioè quella destra progressista attenta non solo ai temi che rendono elettoralmente come l’immigrazione, ma anche a quei temi come lo sviluppo economico che in mano ai grillini (con la compiacenza della Lega) sta bloccando il Paese.

E’ questa deriva verso l’ultradestra conservatrice che critico a Salvini, è la sua politica del non fare nulla che gli critico, quella politica grillina che sta mettendo in ginocchio il Paese. E’ quel fare continuamente l’occhiolino ai movimento nazi-fascisti o rosso-bruni che critico a Salvini, quella sua passione per Putin e per le democrazie illiberali dell’Europa dell’est che gli critico.

Non ne faccio una questione ideologica, ne faccio una questione pratica.

Ed è proprio sulle questioni pratiche che vorrei che gli italiani si concentrassero. Dopo un anno di governo non è più accettabile che si continui a dare la colpa ai “governi precedenti”, che comunque nonostante i tanti errori una politica di crescita ce l’avevano e in qualche modo funzionava.

Da quando c’è il governo giallo-verde la situazione è andata progressivamente peggiorando, non per colpa dell’Europa o dei governi precedenti, ma per via della totale mancanza di una politica di sviluppo degna di questo nome.

E pensare che la Lega governa benissimo in diverse regioni italiane. Ma forse quella non è la Lega di Salvini.