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COVID-19: la guerra tra vaccinati e non vaccinati

Il Washington Post apre il dibattito sul conflitto tra vaccinati e non vaccinati ma, sbagliando, non parla dell’Italia dove questo conflitto è più forte che nel resto del mondo

Il COVID in Europa visto dagli Stati Uniti ce lo rappresenta benissimo il Washington Post che con un articolo dedicato alla pandemia nel vecchio continente parla apertamente di una guerra tra vaccinati e non vaccinati.

Questo doveva essere il Natale in Europa nel quale la famiglia si sarebbe potuta riunire e abbracciare dopo due anni di restrizioni, dice il WP, invece «il continente è l’epicentro globale della pandemia di COVID-19 poiché i casi salgono a livelli record in molti paesi».

Scrive il Washington Post: «con le infezioni che aumentano di nuovo nonostante quasi due anni di restrizioni, la crisi sanitaria mette sempre più i cittadini contro i cittadini: i vaccinati contro i non vaccinati».

Poi aggiunge: «i governi che cercano disperatamente di proteggere i sistemi sanitari sovraccarichi stanno imponendo regole che limitano le scelte per i non vaccinati, nella speranza che così facendo aumentino i tassi di vaccinazione».

Ora, gli Stati Uniti non hanno nulla da insegnare a nessuno con appena il 59% di popolazione che ha fatto il ciclo completo della vaccinazione e con crisi che localmente sono ben più gravi di quelle europee, però l’articolo del WP descrive perfettamente la situazione in Europa.

Ormai è una guerra d’opinione e proprio per questo è difficile da vincere da una parte e dall’altra

Ormai è una sorta di guerra che vede vaccinati contro non vaccinati, una guerra di opinione che la rende quindi difficile sia da decifrare che da “vincere”.

Il Washington Post descrive poi la situazione in diversi Paesi partendo non ha caso dall’Austria dove è stato introdotto l’obbligo vaccinale.

Il WP riporta le terribili parole del cancelliere austriaco, Alexander Schallenberg. «Per molto tempo, forse troppo tempo, io e altri abbiamo pensato che dovesse essere possibile convincere le persone in Austria, convincerle a vaccinarsi volontariamente», ha detto il cancelliere austriaco.

Poi ha definito l’introduzione dell’obbligo vaccinale come «il nostro unico modo per uscire definitivamente da questo circolo vizioso di ondate virali e discussioni sul blocco».

Negli Stati Uniti – che ripeto non hanno nulla da insegnare a nessuno – si chiedono come possa essere possibile che gli europei rifiutino di vaccinarsi quando la loro storia è piena di vittorie sui virus grazie al vaccino.

L’articolo del WP racconta di tutte (o quasi) le restrizioni introdotte in Europa per i non vaccinati. Non racconta però delle discussioni ancora in corso sul fatto di indurirle ancora di più.

Il Washington Post, a mio avviso sbagliando, non nomina l’Italia dove invece il conflitto tra vaccinati e non vaccinati è molto forte, forse più forte che da qualsiasi altra parte in Europa.

Quasi sicuramente il WP è stato fuorviato dal fatto che grazie alla alta percentuale di vaccinazioni l’Italia non vive i momenti di crisi che stanno vivendo altri Paesi.

Ma la guerra tra vaccinati e non vaccinati in Italia è quasi un campione esemplare di quello che stanno raccontando i giornalisti americani.

Anzi, in Italia si sta facendo avanti il risentimento generale verso i non vaccinati da parte della stragrande maggioranza della popolazione che invece si è vaccinata.

Se gli altri Paesi dove il COVID sta colpendo duramente hanno studiato metodi più “aggressivi” per i non vaccinati ma tutto si ferma li, ho l’impressione che in Italia cresca sempre di più l’intolleranza verso i no-vax in aggiunta alla richiesta di misure “mirate”.

Come ho detto è una guerra di opinione, ma se fino a qualche giorno fa la maggioranza degli italiani rispettava l’opinione di chi non si voleva vaccinare oggi, vedendo quello che accade tutto intorno a noi e con la paura di nuove restrizioni generalizzate, gli italiani vaccinati cominciano a dare con nettezza la responsabilità di eventuali restrizioni ai non vaccinati.

È un cambiamento non da poco che tocca punti delicati e nervi scoperti. Per esempio, gli italiani non ridono più delle fake news sui vaccini che ancora corrono in rete nonostante i numeri siano chiari e parlino nettamente a favore del vaccino.

Oggi gli italiani vaccinati si arrabbiano quando sentono fake news sui vaccini o sul COVID, le denunciano e ne chiedono la rimozione. Si arrabbiano quando vedono programmi TV a talk show dove vengono invitati addirittura negazionisti del COVID. Programmi che invece di fare informazione seria preferiscono fare cabaret. Programmi TV che hanno eletto a “opinionisti esperti” gente che per scrivere un articolo deve pagare per farselo pubblicare.

Sono questi programmi che hanno dato visibilità a manifestazioni no-vax e no-pass che altrimenti non se le sarebbe filate nessuno.

L’altro giorno uno di questi programmi da cabaret ha aperto la trasmissione con un collegamento da una spiaggia da dove un tizio in costume ci spiegava come combattere il COVID senza vaccini e senza medicine. E la chiamano informazione.

Ora, fino a ieri ci ridevamo su e via. Ma oggi, con la quarta ondata alle porte e con la guerra tra vaccinati e non vaccinati che si fa sempre più cruda, non c’è più da scherzarci.

Anche chi fa informazione ha degli obblighi morali e il primo è senza dubbio quello di non esacerbare gli animi con fake news o dando visibilità a fenomeni da baraccone che altrimenti non l’avrebbero nemmeno nel salotto di casa loro.

Tag:, , , Last modified: 25 Novembre 2021
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