Ecco il nuovo accordo sul nucleare iraniano che Biden sta per firmare

Secondo il nuovo accordo le sanzioni verranno rimosse prima ancora che l’Iran inizi a rimuovere le centrifughe e “consegni” l’uraniano altamente arricchito. Miliardi di dollari fluiranno nelle casse del terrorismo islamico di matrice sciita

Di Ron Ben-Yishai e Redazione RR – La bozza finale dell’accordo nucleare con l’Iran, proposta dall’Unione Europea a luglio, è suddivisa in quattro fasi, che sia l’Iran che gli Stati Uniti si impegnano ad attuare per consolidare la fiducia e migliorare i loro legami bilaterali.

Ricordiamo che il vecchio accordo (JCPOA) è stato firmato nel 2015, attuato nel 2016 e smantellato nel 2018 – quando l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è tirato fuori dall’accordo.

All’apparenza, il nuovo accordo mantiene l’equilibrio tra le concessioni iraniane e quelle americane, ma a uno sguardo più attento si scopre che il ritmo di rimozione delle sanzioni è maggiore rispetto al calendario che prevede che l’Iran abbandoni l’arricchimento dell’uranio e si sbarazzi delle scorte di materiale già arricchito, oltre che delle centrifughe.

Secondo l’accordo, l’Agenzia internazionale per l’energia nucleare (AIEA) tornerà a ispezionare il programma nucleare iraniano e a chiedere spiegazioni sulle violazioni dell’accordo originale, ma non subito.

Va notato che l’accordo riguarda solo il materiale fissile necessario per costruire una bomba e non altre componenti del programma nucleare militare iraniano, tra cui lo sviluppo di testate nucleari e dei missili necessari per consegnarle all’obiettivo.

L’accordo ignora anche le politiche bellicose dell’Iran in Medio Oriente e il suo uso di proxy per destabilizzare la regione.

Prima fase

La prima fase dell’accordo prevede la firma dell’accordo e il rilancio del cosiddetto Piano d’azione congiunto globale. Prima che questo entri in vigore, Iran e Stati Uniti si scambieranno prigionieri e libereranno beni e fondi iraniani congelati.

L’amministrazione americana comincerà inoltre a rimuovere alcune sanzioni nei confronti di individui iraniani e, in risposta, l’Iran sospenderà l’arricchimento dell’uranio oltre la soglia del 20% consentita dal JCPOA e cesserà la produzione di nuove centrifughe.

Sebbene a quel punto l’Iran conservi ancora le sue scorte di uranio arricchito, nell’idea dei legislatori questa fase dovrebbe arrestare bruscamente l’avanzamento dell’Iran verso la capacità nucleare. Ma l’AIEA non avrà ancora pieno accesso ai siti nucleari, quindi gli Stati Uniti e gli alleati occidentali saranno costretti a fidarsi della leadership di Teheran e a sperare che qualsiasi tentativo di nascondere materiale arricchito venga individuato dalle agenzie di intelligence.

Nei primi 60 giorni dell’accordo, l’Iran riceverà garanzie che gli Stati Uniti non si ritireranno dall’accordo per almeno due anni.

Il Congresso degli Stati Uniti potrà opporsi all’accordo, ma il Presidente avrà il potere di veto, lasciando l’accordo in vigore a meno che i due terzi del Senato non votino per scioglierlo.

Gli iraniani temono, a ragione, le elezioni di metà mandato di novembre negli Stati Uniti, che probabilmente porteranno a una maggioranza repubblicana alla Camera dei Rappresentanti e al Senato. Ciò potrebbe portare a un secondo ritiro americano dall’accordo.

Gli iraniani, dopo aver chiesto garanzie scritte all’amministrazione che l’accordo sarebbe stato rispettato almeno fino alla fine del primo mandato del presidente Joe Biden, hanno insistito sul fatto che se in futuro dovessero essere imposte sanzioni, Washington non prenderà di mira le aziende che commerciano con loro. Questa richiesta è stata respinta.

Fase due

Nella seconda fase, all’Iran sarà consentita la vendita una tantum di 50 milioni di barili di petrolio e la possibilità di negoziare accordi internazionali in materia di energia e trasporto aereo.

Questo arricchirà le casse iraniane di miliardi di dollari e può essere visto come un regalo magnanimo a Teheran, anche prima che l’uranio arricchito in violazione dell’accordo originale venga rimosso e prima che l’AIEA possa ispezionare il programma nucleare.

L’unica cosa che l’accordo richiede all’Iran in questa fase è che cessi l’arricchimento dell’uranio oltre il 5%.

Fase tre

Nella terza fase dell’accordo, che entrerà in vigore 120 giorni dopo la firma, l’Iran potrà possedere 300 chilogrammi di uranio a basso grado e una piccola quantità di uranio arricchito al massimo al 20%.

Non è chiaro cosa si farà con l’uranio già arricchito al 60%, che l’Iran detiene. È difficile stoccare questo materiale al di fuori dell’Iran a causa dei suoi pericolosi livelli di radiazioni. Attualmente l’Iran possiede tra i 20 e i 40 chilogrammi di questo materiale, ancora lontano dai 58 chili necessari per costruire una bomba nucleare.

In pratica, nei primi tre mesi dell’accordo, l’AIEA non potrà ispezionare il programma nucleare iraniano. L’Iran potrà produrre centrifughe avanzate e nascondere il materiale arricchito.

Infatti, solo dopo quattro mesi dalla firma dell’accordo, l’AIEA avrà nuovamente accesso all’ispezione dei siti nucleari. Nel frattempo, le sanzioni imposte all’Iran dagli Stati Uniti saranno completamente rimosse.

Quarta fase

La quarta fase, che entrerà in vigore 165 giorni dopo la firma dell’accordo, vedrà di fatto il ripristino completo dell’accordo nucleare originale.

In questa fase, gli Stati Uniti eliminerebbero l’embargo sulla vendita di armi convenzionali all’Iran e concederebbero agli agenti iraniani il permesso di commerciare con gli americani. L’Iran, da parte sua, smantellerebbe parte delle centrifughe installate dopo il ritiro di Trump dall’accordo.

La bozza dell’UE non è ancora stata accettata dagli Stati Uniti e sono in corso ulteriori negoziati.

Israele sta cercando di influenzare un accordo finale e nelle ultime settimane i funzionari hanno avuto colloqui con le loro controparti americane per cercare di influenzare la decisione finale.

Ieri in un briefing con i giornalisti politici il Primo Ministro Yair Lapid ha affermato che dovrebbe esserci un accordo “migliore e più lungo”, che impedirebbe all’Iran di ottenere un’arma nucleare in modo rapido e semplice. Ma sembra ormai certo che il nuovo accordo sarà quello qui descritto.

Se gli Stati Uniti tradiscono Israele, figuriamoci l’Ucraina

Pubblicato su Rights Reporter – È vero, tutto si può dire di Joe Biden meno che non supporti…

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