Israele in allarme: la metà dei nuovi casi di COVID sono vaccinati

In Israele preoccupa sempre di più la variante Delta del virus COVID-19, specialmente perché oltre il 50% dei nuovi casi di questa variante ha colpito persone vaccinate.

Qualche giorno fa Israele aveva ripristinato i controlli per le persone in arrivo dall’estero, oggi sembra che deciderà per reintrodurre anche l’obbligo della mascherina nei locali al chiuso.

Secondo il coordinatore israeliano della risposta alla pandemia, Nachman Ash, ieri in Israele si sono avuti oltre 200 nuovi casi di COVID-19, il numero più alto da due mesi.

Nachman Ash ha detto di temere che il virus stia accelerando in particolare nella sua Variante Delta che, secondo il Ministero della Salute Israeliano, risulta interessare la maggioranza dei nuovi casi.

Ma il vero problema, secondo Nachman Ash, è che un numero compreso tra il 40 e il 50 per cento dei nuovi casi infettati dalla Variante Delta del virus COVID-19 ha interessato persone vaccinate, anche se al momento non è chiaro quante siano quelle completamente vaccinate.

In ogni caso «le persone completamente vaccinate che sono entrate in contatto con la Variante Delta dovranno essere messe in quarantena», ha detto Chezy Levy, direttore generale del ministero della salute israeliano.

Secondo il Ministero della Salute ieri si sono registrate 227 infezioni confermate, la cifra giornaliera più alta dal 7 aprile.

Nachman Ash ha detto che il tasso di test positivi è salito allo 0,6 percento, «il che testimonia anche l’aumento del tasso di contagio».

Franco Londei
Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia