Non intifada ma jihad, la guerra santa che tutti volevano meno gli ebrei

Quello a cui stiamo assistendo in queste ore in Israele non è una intifada, che in arabo significa rivolta ma che nel corso degli anni ha assunto una specie di aurea “rivoluzionaria”, quasi romanzata, questa è il Jihad di tutto il mondo islamico contro una decisione che per quanto opinabile e certamente intempestiva, ristabilisce una questione di Diritto, quella di Gerusalemme capitale dello Stato di Israele.

Vietare le manifestazioni sportive nei paesi arabi

Quanto successo negli Emirati Arabi Uniti dove un judoka israeliano, Tal Flicker, dopo aver vinto la medaglia d’oro nel torneo Grand Slam ad Abu Dhabi si è visto negare l’inno nazionale dopo che gli arabi avevano impedito persino di indossare le divise con il nome di Israele, è qualcosa che non può passare in sordina nel comitato olimpico e negli organismi sportivi mondiali.

Trump, l’uomo che ci sta “twittando” verso l’ignoto

Ho criticato per otto anni la politica di Barack Obama e credo convintamente che il macello in Medio Oriente sia frutto proprio di quella assurda politica. Ho creduto, probabilmente a torto, che la vittoria di Trump su Hillary Clinton fosse una cosa buona per Israele e quindi per il Medio Oriente e di conseguenza per il mondo intero. Purtroppo mi sono sbagliato.

I nazisti e Cappuccetto Rosso

Questa storia dell’ultradestra tedesca che fa il pieno di voti e dei “liberali di destra” italiani che ne gioiscono mi ricorda tanto la favola di Cappuccetto Rosso quando il lupo travestito da nonnina inganna la giovane e se la mangia.