Studio israeliano: forte calo della protezione dei vaccini. I dubbi degli esperti

Uno studio del Gertner Institute scatena la durissima reazione degli esperti del Governo israeliano. «Il sistema con cui vengono fatti questi studi è inaffidabile e danneggia lo sforzo per far vaccinare le persone»

Secondo un nuovo studio israeliano, l’efficacia del vaccino nella prevenzione di gravi infezioni da COVID-19 tra gli anziani è scesa al 50%.

A sostenerlo è l’ente di ricerca nazionale israeliano per l’epidemiologia, il Gertner Institute, che attraverso il dottor Amit Huppert e la sua unità di biostatistica hanno condotto la ricerca che però viene contestata dagli esperti del Governo.

«Il governo non dovrebbe farsi prendere dal panico, ma dovrebbe prendere sul serio i dati, poiché è un avvertimento che non dovrebbe essere ignorato», ha detto il dott. Amit Huppert al Times of Israel .

«La maggior parte di noi un mese fa non credeva che ci saremmo trovati in questa situazione» ha poi aggiunto il ricercatore.

Ha aggiunto che i politici non hanno prestato sufficiente attenzione ai dati sulla variante Alpha che è sorta in Gran Bretagna e si è diffusa rapidamente in Israele all’inizio del 2021.

I dubbi degli esperti del Governo

Ma mentre i numeri suscitano preoccupazione tra gli israeliani, il massimo consigliere esperto del governo sul coronavirus, il prof. Ran Balicer, ha messo in dubbio i dati diffusi dal Gertner Institute.

«L’approccio adottato per questo studio potrebbe portare a un risultato orribilmente distorto», ha affermato il prof. Ran Balicer, presidente del gruppo di esperti nazionale israeliano sul COVID-19.

«Qualsiasi tentativo di dedurre l’efficacia del vaccino contro le malattie gravi dai tassi di malattia semi-grezzi tra i vaccinati e i non vaccinati è molto, molto rischioso», ha affermato il prof. Balicer.

La dottoressa in malattie infettive Yael Paran ha dichiarato al Times of Israel che non riesce a conciliare i dati di questo studio sulle malattie gravi con la realtà molto più rosea che vede.

«Quello che vediamo nel nostro ospedale e in tutto il mondo non supporta quanto detto nello studio», ha affermato la Dott.ssa Paran. «Penso che le cifre siano esagerate».

Il Dr. Dvir Aran, un esperto di statistiche sanitarie del Technion – Israel Institute of Technology, ha affermato di essere preoccupato che il Ministero della Sanità stia utilizzando “cattive ricerche” e consenta che venga presentata questa particolare ricerca senza contesto.

«I problemi non sono con il vaccino, sono con i dati», ha detto, bollando come «false» le conclusioni dello studio rispetto ad altre ricerche su come il vaccino previene l’infezione.

l processo di ricerca distorce i risultati per far sembrare il vaccino meno efficace di quello che è

«Il processo di ricerca distorce i risultati per far sembrare il vaccino meno efficace di quello che è», ha detto al Times of Israel.

I dati del Ministero della Salute israeliano pubblicati all’inizio di luglio affermano che l’efficacia del vaccino nella prevenzione dell’infezione, che era superiore al 90% prima del Delta, è ora al 64%.

Tali numeri vengono elaborati confrontando i tassi di infezione e i tassi di malattia nelle persone vaccinate e non vaccinate, per misurare la protezione dei vaccini.

Tuttavia, Aran ha affermato che le persone che rifiutano di vaccinarsi sono, in numero sproporzionatamente elevato, persone scettiche sull’esistenza o sul pericolo di COVID-19, diffidenti nei confronti dei servizi sanitari e quindi, nel complesso, è relativamente improbabile che vengano testate.

«Probabilmente stiamo trovando, attraverso i test, solo una minoranza di casi in cui le persone non vaccinate contraggono il coronavirus e poiché le statistiche si basano su un confronto, questo fa sembrare l’efficacia per i vaccinati molto più bassa», ha detto Aran.

Con riferimento alla ricerca che prende in considerazione gli ultimi dati sulle malattie gravi, Aran ha affermato che il numero di persone prese in considerazione nei calcoli è così piccolo che piccoli margini di errore possono causare un forte impatto sulle conclusioni finali.

«Il processo di ricerca non porta a conclusioni accurate», sostiene il Dr. Aran. «Il numero complessivo dei malati gravi in Israele è 63. La fetta della popolazione adulta non vaccinata è piccola, e per gli over 60, che generano la statistica più preoccupante, è piccola».

«Il numero di ultrasessantenni non vaccinati è in realtà inferiore a quanto pensiamo. Alcuni che sembrano non essere vaccinati sono in realtà morti, poiché può essere necessario del tempo per registrare i decessi; altri sono protetti dalla guarigione dalla malattia» ha commentato infine Aran.

Il dott. Aran ritiene che le ricerche che indicano falsamente una scarsa prestazione del vaccino siano dannose, perché rendono le persone più riluttanti a fare le iniezioni.

Franco Londei
Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia