Gli Ayatollah accelerano decisamente verso la bomba. A farlo intendere senza tanti giri di parole e il Presidente uscente Hassan Rouhani.
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Capodanno persiano: leader iraniani sbruffoni e bugiardi
I leader iraniani hanno promesso di superare (facilmente) l’epidemia di Coronovirus che affligge l’Iran e di riportare la Repubblica Islamica ai suoi vecchi splendori ricordando nel contempo le vittorie militari ottenute nell’ultimo anno.Lo hanno fatto in occasione del capodanno persiano che si festeggiava ieri.
Le balle e le minacce di Hassan Rouhani: «diluvio di droga e terrorismo sull’Europa»
Il Presidente iraniano, Hassam Rouhani, ha predetto che se le sanzioni americane indeboliranno l’Iran, l’occidente si dovrà preparare a un diluvio di droga, attentati e rifugiati.
Iran verso ripresa programma nucleare: «insufficienti gli incentivi europei»
In Iran non sono soddisfatti delle proposte europee volte ad aggirare o quantomeno a mitigare gli effetti delle sanzioni USA derivanti dall’uscita di Washington dall’accordo sul nucleare iraniano (JCPOA). Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana IRNA che riporta di una telefonata tra Hassan Rouhani, Angela Merkel e Manuel Macron.
Terrorismo iraniano: Mogherini invita Rouhani per discutere su come aggirare sanzioni USA
Europa, smetti di finanziare il terrorismo iraniano. E’ questo in sostanza l’appello lanciato ieri sera dal Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, all’Unione Europea che proprio nella settimana in cui si scopre una cellula terroristica iraniana pronta a colpire in Francia, invita il Presidente iraniano, Hassan Rouhani, per discutere su come fare per aggirare le sanzioni USA.
Proteste in Iran, gli Ayatollah accusano USA e Israele ma la gente non ci crede più
La crisi economica in Iran? Non è colpa della politica espansionista del regime che preferisce spendere denaro nel sostegno al terrorismo internazionale e nel finanziamento di conflitti in altri Paesi (Yemen, Siria, Libano, Gaza ecc. ecc.), no, è colpa di un complotto americano-sionista volto ad affamare il popolo iraniano.
Definire Hassan Rouhani un moderato progressista è un insulto agli iraniani
Una premessa: a me i persiani stanno simpatici, un popolo che mi è sempre piaciuto, unici nel mondo islamico a non fermarsi all’analisi della pupù del cammello, un popolo formato per la maggior parte da giovani, moltissimi dei quali diplomati o laureati. Se dovessi fare un sogno a occhi aperti (ma impossibile) sognerei un’alleanza tra Israele e Iran in configurazione anti-araba. Non sto scherzando, sono serissimo.
Elezioni in Iran: nulla di buono all’orizzonte
Una breve premessa: quando si parla di elezioni in Iran non si parla di nulla di democratico, prima di tutto perché sono i Mullah a decide chi partecipa alla competizione e chi no, in secondo luogo perché il vero potere in Iran non è nelle mani del Presidente ma della Guida Suprema, Ali Khamenei, e dei Guardiani della Rivoluzione iraniana.
Elezioni in Iran: ridicolo e ingiustificato ottimismo occidentale
Una ventata di ottimismo attraversa l’occidente dopo le elezioni in Iran. Aspettando i dati definitivi quella che si profila è una vittoria del cosiddetto “fronte riformista” guidato dal Presidente iraniano Hassan Rouhani e dall’ex Presidente Akbar Hashemi Rafsanjani.
Elezioni in Iran: la favoletta del fronte riformista
Oggi è il giorno delle elezioni in Iran. Si vota per rinnovare il Parlamento e l’Assemblea degli Esperti, quest’ultima particolarmente importante perché elegge la Guida Suprema, il Grande Ayatollah che ha praticamente poteri immensi sulla politica iraniana. Secondo molti esperti di politica internazionale lo scontro sarebbe tra il cosiddetto fronte moderato dei riformisti e quello dei conservatori.
La visita di Rouhani in Italia vista con gli occhi di una 12enne ebrea
Hassan Rouhani, Presidente della più grande Nazione Islamica di fede Sciita è in Italia, invitato come un bravo statista, come un moderato, come un salvatore della pace. Forse da premio Nobel per la pace. Tutti in affanno per brindare all’evento. Ed ecco anche che l’ormai noto sig.re Manlio Di Stefano che afferma: «l’Iran è al centro di una strumentalizzazione politica».

