L’incubo degli odiatori: la normalizzazione dei rapporti tra Israele e paesi arabi

E’ stato interessante in questi giorni leggere la stampa araba, non tanto per i resoconti sull’attacco di Hamas a Israele che rischiava di dare il via a una nuova guerra a Gaza, quanto piuttosto per alcune analisi sulla visita di Netanyahu in Oman e soprattutto per l’accoglienza riservata al Ministro dello sport israeliano, Miri Regev, negli Emirati Arabi Uniti.

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UNRWA e finti profughi palestinesi devono essere un problema arabo

UNRWA distribuzione alimentari

La decisione del Presidente americano, Donald Trump, di tagliare tutti gli aiuti alla UNRWA ha scatenato un putiferio sia in Europa che nel mondo arabo. La Giordania, che ospita quasi due milioni di finti profughi palestinesi, teme disordini e ventila «problemi per la sicurezza». Tuttavia, a parte l’Unione Europea e a livello individuale alcuni Paesi europei (soprattutto Germania e Svezia), il mondo arabo che dovrebbe assumersi le maggiori responsabilità su questa massa di finti profughi, sembra non aprire i forzieri e continua a pretendere che sia l’occidente a farsi carico di cinque milioni di arabi.

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Vietare le manifestazioni sportive nei paesi arabi

Quanto successo negli Emirati Arabi Uniti dove un judoka israeliano, Tal Flicker, dopo aver vinto la medaglia d’oro nel torneo Grand Slam ad Abu Dhabi si è visto negare l’inno nazionale dopo che gli arabi avevano impedito persino di indossare le divise con il nome di Israele, è qualcosa che non può passare in sordina nel comitato olimpico e negli organismi sportivi mondiali.

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La nuova diplomazia in Medio Oriente avanza, a dispetto degli odiatori

New York (Rights Reporter) – Eccola la nuova diplomazia in Medio Oriente, quella che non piace agli odiatori perché affronta i problemi reali e non le utopie come quelle palestinesi, quella degli incontri in pubblico come quello di ieri a New York tra il Premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi e di quelli ancora “segreti” come quello con il principe saudita Mohammed bin Salman.

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Profughi siriani: non è una “Lercio story” ma pura realtà. Gli arabi ci prendono per i fondelli

Ricordate i 50 profughi siriani alla base di uno scontro diplomatico tra Marocco e Algeria di cui abbiamo parlato lo scorso 27 aprile? Ebbene, ora potete stare tranquilli, dopo lunghissime trattative su chi dovesse prenderli è stato raggiunto un accordo tra il Marocco e l’Algeria: sarà quest’ultima a fare un “enorme sforzo umanitario” e a farsi carico dei 41 (quarantuno) profughi siriani che da mesi sono intrappolati tra Marocco e Tunisia in condizioni umanitarie davvero tragiche.

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