Ucraina: gli USA aprono alla strada diplomatica, ma solo a parole

«La mossa americana è volta unicamente a far credere al mondo che Washington e i suoi alleati sono disposti a risolvere la crisi in modo diplomatico, quando in realtà gli americani e i loro alleati non rispondono a nessuna delle preoccupazioni russe»

Gli Stati Uniti hanno dichiarato ieri di aver tracciato un percorso diplomatico per rispondere alle numerose richieste russe sull’Europa orientale.

Gli Stati Uniti, attraverso il loro ambasciatore a Mosca, hanno presentato una risposta scritta alle richieste della Russia nella quale hanno ribadito il loro impegno a sostenere la politica della “porta aperta” della NATO offrendo al contempo una “valutazione di principio e pragmatica” delle preoccupazioni del Cremlino. A dirlo è stato il Segretario di Stato americano, Antony Blinken.

«Il segretario Blinken … ha affermato che la riduzione dell’escalation e la diplomazia sono la via responsabile da seguire», ha affermato il portavoce del dipartimento di Stato americano Ned Price in una nota.

Tuttavia, fanno notare da Mosca, gli Stati Uniti pur dichiarandosi disposti a valutare le preoccupazioni russe, ribadiscono la cosiddetta “politica delle porte aperte” della NATO, il che significa che non impediranno all’Ucraina di entrare nell’Alleanza Atlantica. In parole povere, dicono da Mosca, non valutano affatto le preoccupazioni della Russia che girano proprio tutto attorno alla richiesta ucraina di entrare nella NATO.

Da Mosca ribadiscono quindi che la Russia ha chiesto alla NATO di ritirare truppe e armi dall’Europa orientale nonché di impedire all’Ucraina di aderire all’Alleanza Atlantica. Come risposta ha ottenuto solo una disponibilità a parole di discutere delle armi ma non dell’adesione ucraina alla NATO, che invece è il punto saliente delle richieste russe.

Quindi, secondo i russi, la disponibilità americana a risolvere diplomaticamente la crisi è una disponibilità solo a parole e non nei fatti.

Lo stesso atteggiamento americano non è affatto diplomatico in quanto parte dal presupposto che il Presidente russo, Vladimir Putin, debba accettare l’agenda di Washington senza condizioni. «Non c’è niente di diplomatico in tutto questo» ci dice una nostra fonte russa.

«La mossa americana è volta unicamente a far credere al mondo che Washington e i suoi alleati sono disposti a risolvere la crisi in modo diplomatico, quando in realtà gli americani e i loro alleati non rispondono a nessuna delle preoccupazioni russe» ci dice ancora la nostra fonte a Mosca.

«In occidente vedono la crisi unicamente con gli occhi della NATO e di Washington perché non c’è un solo media che spieghi quali sono in realtà le preoccupazioni russe» conclude la fonte.

Ora è difficile capire dove sta il giusto è dove l’ingiusto. È difficile capire se hanno ragione i russi o gli americani. Vista in questo modo viene quasi da pensare che a Mosca non abbiano proprio tutti i torti, anche se in nessuna caso e nessun torto giustifica una guerra contro l’Ucraina.

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