L’antipatia globale per Trump rischia di favorire Iran e Cina (e la Russia)

L’antipatia quasi globale per le politiche e gli atteggiamenti di Donald Trump rischia di far passare l’Iran come una «vittima che resiste», la Cina come «la più grande superpotenza del mondo» e la Russia come «un’ancora di salvezza nella crisi energetica globale».

L’Iran

Con l’Iran ha letteralmente sbagliato tutto. Prima ha sbagliato a fermare Israele nella cosiddetta “guerra dei dodici giorni” quando l’Iran era letteralmente alla sua mercé e la popolazione era pronta a ribellarsi agli Ayatollah.

Poi ha sbagliato a fermarsi e ad imporre lo stop anche a Israele nell’ultima guerra, quella teoricamente ancora in corso, dando la possibilità all’Iran di riarmarsi e di liberare missili e lanciatori sepolti dalle macerie dei bombardamenti.

Sta permettendo a Teheran e ai Pasdaran di dettare le condizioni sullo Stretto di Hormuz, anche se non si capisce bene se lo fa apposta per guadagnarci sopra oppure proprio ha perso la cognizione di quello che (non) sta facendo.

Non solo. L’antipatia per le sue demenziali decisioni, dai dazi al sostegno alla Russia (più avanti ne parleremo) passando per lo sconclusionato e tardivo attacco all’Iran, rischiano di rendere “simpatici” gli Ayatollah, dipinti ormai come la «resistenza a Trump».

Paradossalmente, mentre impiccano quotidianamente centinaia di giovani rei di chiedere più libertà, il mondo vede gli Ayatollah quasi come una forza liberale. I “miracoli” di Trump.

La Cina

Quando è stato organizzato il vertice tra Xi Jinping e Donald Trump, l’obiettivo del dittatore cinese era quello di essere considerato come un pari del presidente americano. La Cina grande potenza alla pari degli Stati Uniti. Nessuno si sarebbe aspettato che dopo il vertice la Cina ne uscisse come la più grande potenza del mondo, almeno a livello di impressione.

Non è sfuggito a nessuno che il viaggio di Trump non ha portato a niente se non a qualche affare secondario. Taiwan rischia di subire quello che a subito l’Ucraina, un abbandono a favore del dittatore di turno. E sull’isola taiwanese che il mondo ha capito che oggi la Cina è una potenza in grado di intimorire l’America a livello militare.

Ed è qui che improvvisamente Xi Jinping, il temibile e terribile dittatore cinese, diventa improvvisamente simpatico al mondo che vede Trump essere considerato quasi inferiore rispetto a Xi e a subirne i diktat.

La Russia

La Russia è tra i maggiori beneficiari della guerra in Iran, non perché venda più petrolio, ma perché viene pagata di più per il suo petrolio.

Il motivo principale è che la guerra ha fatto impennare i prezzi del petrolio in tutto il mondo. Gli Stati Uniti hanno inoltre temporaneamente revocato le sanzioni su parte del petrolio russo a marzo, un brusco cambio di politica che molto probabilmente ha aiutato la Russia a ottenere un prezzo maggiore per il suo petrolio rispetto a quanto avrebbe altrimenti ottenuto.

All’inizio di aprile, ad esempio, il prezzo del petrolio russo venduto nel Golfo di Finlandia si avvicinava ai 120 dollari al barile, rispetto ai 41 dollari precedenti la guerra. Quindi, più a lungo si protrae la guerra e più la Russia di Putin ci guadagna. E si fa sempre più strada la terribile idea di tornare a comprare gas e petrolio da Mosca.

Una potenza inaffidabile e in declino

L’immagine degli Stati Uniti uscita dall’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping è quella di una potenza in declino, con un leader totalmente inaffidabile pronto a lasciare mano libera alla Cina su Taiwan così come aveva lasciato mano libera a Putin sull’Ucraina.

La cosa brutta, raccapricciante, è che a causa di Trump buona parte del globo tifa contro l’America. Qualcuno dirà che è sempre successo. È vero, ma mai in queste dimensioni, mai per questi motivi.

E rimane una domanda in sospeso: quando toccherà a Israele pagare dazio? Iran e Libano non aspettano altro che Trump metta alle strette Gerusalemme come dazio per i suoi interessi.