L’accordo sul nucleare iraniano è cosa fatta. Biden dovrà risponderne

Secondo un alto funzionario israeliano citato da Yedioth Ahronoth il ritorno all’accordo sul nucleare iraniano è cosa fatta.

Secondo la fonte citata dal noto giornale israeliano, Washington dovrebbe firmare un accordo con gli iraniani prima della fine del mandato del presidente Hassan Rouhani, cioè prima che entri in carica Ebrahim Raisi con la sua linea dura.

Sempre secondo la fonte, anche se ciò non dovesse accadere, i negoziati continueranno e gli Stati Uniti continuerebbero a cercare di convincere il nuovo presidente iraniano.

Gli iraniani sarebbero convinti che l’immagine di Raisi come “uomo duro e radicale” possa facilitare i colloqui con gli Stati Uniti.

Stando a quanto riferisce Yedioth Ahronoth, gli Stati Uniti avrebbero assicurato Israele sul fatto che, dopo aver riattivato il JCPOA, avrebbero avviato negoziati con Teheran su un accordo più stringente e più lungo su altre questioni che non erano state incluse nel precedente accordo nucleare, come il programma balistico o il finanziamento dei gruppi terroristici.

Ora, con tutto il rispetto per la nota testata israeliana, chi crede a una cosa del genere o è un pazzo oppure e in aperta malafede.

Ci vorrebbero far credere che prima riattivano il JCPOA così com’era stato scritto da Obama e dalla Mogherini, poi convincono gli Ayatollah a modificarlo in maniera più stringente e infine li convincono anche a rinunciare al programma balistico e a non finanziare più Hezbollah, Hamas e compagnia bella.

Veramente l’Amministrazione Biden crede che si sia tutti cretini? No perché questo punto è importante perché denota la malafede di questa Amministrazione nei confronti di Israele e di tutti coloro che pensano che il nucleare nelle mani degli Ayatollah sia una cosa pericolosa, una follia.

E a chi sostiene che anche Israele avrebbe le armi nucleari voglio risponder con un esempio fatto da un vecchio amico: un bisturi nelle mani di un chirurgo non è la stessa cosa di un bisturi nelle mani di un serial killer.

Le armi nucleari nelle mani di Israele non sono la stessa cosa delle armi nucleari nelle mani dei turbanti neri che dichiaratamente affermano di voler distruggere Israele e di diffondere nel mondo con ogni mezzo la rivoluzione islamica.

Se il Presidente Biden riattiverà il JCPOA ne dovrà rispondere, a partire da quelle che saranno le legittime reazioni israeliane che questa volta non si fermeranno certamente a temporanei sabotaggi del programma nucleare iraniano.

Questa volta nessuno potrà dire che Gerusalemme non aveva avvisato delle conseguenze di un folle ritorno al Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA).

Franco Londei
Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia