La Cina attacca Israele per distrarre il mondo dal genocidio degli Uiguri

il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi

Chi lo avrebbe mai detto che la Cina attaccasse Israele accusando lo Stato Ebraico per la sua “reazione sproporzionata” agli attacchi di Hamas? E invece è successo.

L’attacco è partito pochi giorni fa quando il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, prima ha definito Israele come “stato attaccante” chiedendo che fosse imposto una “immediata limitazione” alle operazioni israeliane contro Hamas.

Poi ha spinto il famigerato Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ad istituire una commissione sulle “violazioni dei Diritti Umani” da parte di Israele.

A parte che il famigerato Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu non aveva bisogno della spinta cinese per condannare Israele, praticamente fa solo quello saltando a piè pari tutto il resto.

Quello che salta agli occhi è come la Cina, solitamente indifferente ai fatti in Medio Oriente, stia sfruttando il largo seguito che ha la causa palestinese nel mondo arabo e in occidente per distrarre l’opinione pubblica araba e occidentale dal genocidio dei musulmani Uiguri nello Xinjiang.

Curioso come nello stesso discorso, Wang abbia attaccato gli Stati Uniti perché “stanno dalla parte opposta della giustizia internazionale” in quanto sono dalla parte di Israele.

Dopo l’Arabia e l’Iran alla guida del famigerato Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu, quello della Cina sponsor della giustizia internazionale è l’ennesimo schiaffo al Diritto che dobbiamo subire.

Il Jerusalem Post ci fa notare che l’interscambio tra Pechino e Gerusalemme è pari a 12 miliardi di dollari e che le relazioni tra i due paesi sono sempre state ottime.

Quindi non ci sono ragioni di “antipatia” tra il regime cinese e la democrazia israeliana.

Scrivono Ilan Berman e Joshua Eisenman: sostenendo la difficile situazione dei palestinesi, la Cina sta cinicamente alimentando la questione più emotiva nella politica mediorientale al fine di distrarre le nazioni musulmane dalla propria campagna interna per “spezzare il lignaggio e le radici” dei musulmani cinesi attraverso un ampio sistema di gulag.

Insomma, questo attacco cinese alla politica difensiva di Israele avrebbe un nome e un cognome, distrazione dal genocidio dei musulmani Uiguri nello Xinjiang.

Franco Londei
Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia