Congo: politico e militari a processo per aver violentato e ucciso decine di bambini

Anno ucciso e violentato decine di bambini. Ora per la prima volta in Congo un politico e la sua banda armata di criminali finiscono davanti a un tribunale militare

GOMA, Repubblica Democratica del Congo (Rights Reporter) – Diciassette persone, tra le quali un legislatore provinciale, sono andate a giudizio con l’accusa di aver violentato e ucciso decine di bambini.

Almeno 46 bambini, alcuni di meno di 18 mesi, sono stati violentati o uccisi nei pressi del villaggio di Kavumu tra il 2013 e il 2016, scatenando un’ondata internazionale di critiche verso il governo della Repubblica Democratica del Congo per la sua risposta lenta nel perseguire i responsabili.

Ad essere sotto processo per i gravi fatti accaduti a Kavumu è Frederic Batumike, un deputato della provincia del Sud Kivu. Insieme a lui decine di membri di una milizia che presumibilmente rispondeva agli ordini di Butumike.

Il processo,che dovrebbe durare diverse settimane, si svolge in un tribunale militare di Kavamu e oltre ai testimoni vi partecipano diverse ONG sia in veste di testimoni che a tutela delle vittime. Gli imputati, tra i quali diversi militari, dovranno rispondere delle accuse di omicidio, stupro e organizzazione di gruppo armato. La presenza di testimoni occidentali è fondamentale per garantire che il processo si svolga in modo regolare, cosa per nulla scontata in questa zona del Congo dove a farla da padrone sono le bande armate e la corruzione.

«L’inizio del processo è un segnale forte nella lotta contro l’impunità» ha detto a RR il giornalista Jean Chrysostome Kijana, un attivista che rappresenta le vittime.

Milioni di persone sono morte in Congo tra il 1996 e 2003 a causa delle violenze perpetrate dai gruppi armati e per la fame, un genocidio dimenticato di immani proporzioni che purtroppo, seppur con numeri minori, continua anche oggi soprattutto nell’est del Paese ricco di materie prime preziose come il Coltan, i diamanti e l’oro. Violenze verso le donne, riduzione in schiavitù dei bambini costretti a lavorare nelle miniere di Coltan e massacri sono ancora all’ordine del giorno in Congo e se è vero che le cose sono leggermente negli ultimi anni, ancora c’è molto da fare. Questo processo, se si svolgerà con i canoni dovuti, potrebbe essere un ulteriore passo avanti nella lotta ai gruppi armati e ai politici corrotti che per decenni hanno affamato questa terra ricchissima.

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