Opinioni

Congo: la sfortuna di nascere ricchi

Tutto questo solo perché questi milioni di africani hanno avuto la sfortuna di nascere ricchi, di nascere con le risorse più preziose al mondo “sotto il culo”

Feb 25, 2021

Congo: la sfortuna di nascere ricchi

L’agguato in Congo dove sono morti l’ambasciatore italiano, Luca Attanasio e il carabiniere che gli faceva da scorta, Vittorio Iacovacci, riporta agli onori della cronaca quello che succede in quella martoriata terra.

Sarà solo per pochi giorni, non illudiamoci, poi tutto tornerà come prima. I minerali che si estraggono in Congo, a partire dal Coltan per finire ai Diamanti, il legname delle sue foreste, l’oro e persino l’uranio, sono troppo importanti per il mondo, per la nostra “società moderna” e le centinaia di migliaia di vittime che hanno fatto e che stanno facendo le decine di micro-conflitti del Congo non valgono certo tanta attenzione.

È bello vedere in questi giorni gli esperti, quelli veri non quelli alla Capezzone, intervenire in TV e spiegare cosa sta succedendo in Congo da decenni a questa parte, senza mai cambiare.

Le violenze alle quali sono sottoposte le popolazioni, soprattutto le donne e i bambini, violenze sempre uguali che sembra quasi si tramandino di padre in figlio tanto sono spietatamente metodiche.

E la cosa veramente straordinaria è che tutto questo avviene perché i congolesi nascono ricchi, anzi, ricchissimi.

Se la Repubblica Democratica del Congo non avesse tutte quelle ricchezze, probabilmente, anzi, certamente la popolazione vivrebbe meglio.

È un paradosso allucinante. Quello che in buona parte del mondo sarebbe considerata una manna, in Congo è una condanna

Franco Londei

È un paradosso allucinante. Quello che in buona parte del mondo sarebbe considerata una manna, in Congo è una condanna.

Non è una malattia unicamente congolese. L’Africa “ricca” vive ovunque queste violenze. Le vive anche l’Africa “povera” ma per altri motivi.

La cosa incredibile, che io ho potuto constare personalmente in Uganda, è che questa gente non lascerà mai la propria terra. Non la troverete su un barcone. Non hanno il denaro nemmeno per fare 10 Km, figuriamoci migliaia di miglia fino al Mediterraneo.

E poi molti di loro amano la lor terra, il loro villaggio. In Uganda durante la grande offensiva del LRA di Joseph Kony, i profughi andavano da un villaggio all’altro e appena possibile tornavano al loro. C’erano anche i grandi campi profughi “tradizionali” come quello di Gulu, ma tantissima gente rimaneva a due passi dal loro villaggio.

In Congo, almeno per quello che posso sapere grazie ai racconti di amici, è più o meno così con la differenza che molti congolesi vengono letteralmente schiavizzati nelle miniere o nelle foreste.

Quello che accomuna tutti i paesi africani dell’area dei Grandi Laghi è l’estrema violenza che caratterizza coloro che “comandano”. Le amputazioni sono all’ordine de giorno. L’uso del fuoco, il taglio delle labbra o, nelle donne, del seno. Sono dei marchi tipici dell’Africa centrale, dai Grandi Laghi alla Nigeria.

Violenza in Congo. Foto di G.Trombatore

E tutto questo solo perché questi milioni di africani hanno avuto la sfortuna di nascere ricchi, di nascere con le risorse più preziose al mondo “sotto il culo”.

Però state tranquilli. Tra qualche giorno nessuno vi disturberà più con questi “racconti”. Nel frattempo gli aerei con il Coltan continuano a volare verso la Cina, i diamanti verso il Sud Africa, il legno prezioso verso le navi che lo porteranno in nord Europa. Tutto normale insomma.

Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia