Opinioni

Il palestinesimo è una malattia che acceca, è peggio del COVID-19

Di palestinesimo ebbi modo di parlare in un’altra occasione e da allora mi ripromisi di non parlare più di questa strana malattia che, come il COVID-19, colpisce indistintamente persone colte e illetterati.

Questo fino a quando i miei occhi non sono caduti su un articolo di antiwar.com a firma Ramzy Baroud e Romana Rubeo.

Premetto che non conosco nessuna delle due anche se leggendo in coda vengo a sapere che la prima è l’editore di The Palestine Chronicle mentre la seconda ne è il capo-redattore, un po’ come si fa nei giornali seri o quando si cerca di far passare un blogghettino da mille visitatori in una grande testata.

Nell’articolo, dedicato per altro al Canada e al sionismo di Justin Trudeau, si fa un gran parlare di “Diritti dei palestinesi” e alle violazioni che tali Diritti subirebbero da parte israeliana.

La cosa è davvero stucchevole perché non capisco come possa essere possibile che chi sostiene di essere amico e sostenitore della causa palestinese invece di attaccare chi veramente viola i Diritti dei palestinesi, da Hamas alla ANP, continui ad incolpare Israele di ogni disgrazia che capita loro.

Eppure sembrano persone intelligenti. Sui vari profili si può leggere che non sono certo due contadine dell’alta valle del Metauro come il sottoscritto.

L’unica spiegazione che riesco a darmi è che il palestinesimo oltre ad essere una malattia che offusca la mente sia anche una patologia che rende ciechi. Perché davvero non capisco come non si possa non vedere come Hamas abbia ridotto la Striscia di Gaza, Hamas non Israele. Non capisco come non si possa non vedere come la ANP di Abu Mazen non pensi assolutamente allo sviluppo palestinese e invece che usare le centinaia di milioni di dollari che ricevono ogni anno nello sviluppo palestinese, preferiscano gonfiare i loro conti correnti e lasciare le cose così come stanno.

Io non so se questa gente sia mai stata fisicamente da quelle parti e se c’è stata con chi ha parlato. So per certo che non uno qualsiasi ma Vittorio Arrigoni, con il quale ho interloquito in occasione del suo arresto da parte della marina israeliana, fu ucciso senza tanti fronzoli quando capì veramente come stavano le cose e cosa fosse veramente Hamas e nel suo blog (ora purtroppo scomparso) scrisse “Vaffanculo Hamas. Vaffanculo Israele. Vaffanculo Fatah. Vaffanculo ONU. Vaffanculo UNWRA. Vaffanculo USA”.

Vittorio Arrigoni venne ucciso subito dopo aver scritto quell’articolo, il manifesto GYBO dei giovani di Gaza. Non venne ucciso dagli israeliani come in tanti vogliono far credere, venne ucciso da salafiti agli ordini di Hamas, perché nella Striscia di Gaza nulla avviene senza il consenso dei terroristi. E la farsa del processo ai cosiddetti assassini ne è la riprova.

Come fanno allora queste persone a parlare di “Diritti dei palestinesi violati” e a manifestare il loro sostegno al cosiddetto “popolo palestinese” senza vedere chi sono veramente i carnefici dei loro “amati”?

Temo davvero che il palestinesimo sia una malattia che acceca e che rende insensibili alle vere violazioni subite dagli arabi cosiddetti “palestinesi”. Dicono di amarli ma poi sostengono Hamas e l’Autorità Palestinese, cioè i loro carnefici. Come si può spiegare tutto questo se non con qualcosa di malato?