Iran: deliranti accuse e minacce ai difensori dei Diritti Umani all’estero

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Colpiremo i dissidenti e chi aiuta e fomenta la dissidenza in ogni parte del mondo”. A dirlo sul sito ufficiale dei Basij è un messaggio attribuito a Sadeq Larijani, fratello del leader del parlamento iraniano.

Parlando del movimento verde, Larijani ha detto che “i cosiddetti dissidenti non sono altro che agenti provocatori al soldo di potenze straniere mobilitati per provocare in Iran una rivoluzione di velluto (o colorata) allo scopo di rovesciare il governo democraticamente eletto dal popolo in quelle che sono state le elezioni più libere che la storia iraniana ricordi”. Dietro alla dissidenza ci sarebbero alcune “organizzazioni per la difesa dei Diritti Umani straniere” che hanno organizzato, da molto tempo prima delle elezioni, una campagna di disinformazione fatta di false immagini e falsi video, organizzazioni che, a detta di Larijani, sarebbero al soldo del nemico sionista e delle potenze occidentali che non vogliono garantire all’Iran il suo Diritto di accedere alla tecnologia nucleare per scopi pacifici.

Queste organizzazioni – sempre a detta di Sadeq Larijani – si definiscono “difensori dei Diritti Umani” ma in effetti vogliono solo la caduta della Repubblica Islamica iraniana allo scopo di instaurare un regime contrario all’Islam e ai dettami del Corano. Per fare questo si avvalgono di giovani iraniani deviati sulla strada di Satana e confusi dalle promesse di finta libertà che queste organizzazioni propinano loro.

Noi non permetteremo questo”, ha tuonato Sadeq Larijani, “e colpiremo queste organizzazioni in ogni parte del mondo esse si trovino, così come colpiremo i cosiddetti dissidenti anche all’estero. Siamo in grado di farlo e lo faremo”.

Deliri a parte, è evidente il tentativo del regime iraniano di intimidire la dissidenza all’estero e le organizzazioni, come la nostra, che la sostengono. Non sarebbe la prima volta che le forze Qods uccidono dissidenti iraniani all’estero e i loro fiancheggiatori. C’è una lunga lista di martiri a riguardo. Ma non saranno certo le parole di Sadeq Larijani a intimidirci. Queste minacce non fanno altro che confermare la debolezza del regime e che il punto di rottura è ormai vicino. Per questo moltiplicheremo gli sforzi insieme ai dissidenti iraniani che fino ad oggi hanno contribuito a portare alla luce tutti i misfatti di Ahmadinejad e dei suoi compagni di merende.

Secondo Protocollo