Iran, Russia e Cina. Anthony Blinken a tutto campo

È un Anthony Blinken a tutto campo quello visto in una intervista alla NBC. Il Segretario di Stato americano ha affrontato senza peli sulla lingua tutti i peggiori scenari di crisi che la nuova Amministrazione americana si trova ad affrontare.

L’Iran

A Teheran mancano solo pochi mesi per produrre abbastanza materiale fissile per costruire un’arma nucleare. Questo, secondo Blinken, è l’unico risultato ottenuto dall’uscita degli Stati Uniti dal JCPOA, l’accordo sul nucleare iraniano.

Ora gli Stati Uniti starebbero negoziando con l’Iran un nuovo accordo, ma arrivati a questo punto sarà davvero molto difficile che a Teheran facciano qualche passo indietro.

Infatti, al di la delle dichiarazioni ufficiali dei leader iraniani che mostrano finto interesse per le proposte americane, l’ex Presidente Donald Trump sembra aver fatto un grandissimo favore ai Guardiani della Rivoluzione Islamica che da sempre erano contrari al JCPOA.

Per quanto il vecchio JCPOA fosse fatto male (ed era veramente fatto male) garantiva comunque un certo livello di controllo sulle attività iraniane.

Con l’uscita tout court degli USA da quell’accordo senza però prevedere un intervento militare qualora gli iraniani si fossero avvicinati troppo alla bomba, le IRGC hanno potuto lavorare indisturbati per anni.

Quando i sostenitori della vecchia amministrazione affermano che Donald Trump è stato l’unico Presidente americano a non iniziare una guerra, hanno ragione. Ma questa immobilità dell’ex Presidente unita alle sue decisioni ha portato Teheran a un passo dalla atomica.

Russia

Parlando della Russia, dell’arresto di Alexei Navalny e delle manifestazioni represse duramente dai “democratici poliziotti di Putin”, Anthony Blinken ha criticato molto duramente il Cremlino e ha detto che durante una telefonata tra il Presidente Joe Biden e il suo omologo russo, Vladimir Putin, il Presidente americano sarebbe stato molto duro con quello russo, anche se per il momento escluderebbe sanzioni alla Russia. Biden ha chiesto la liberazione di Navalny e la fine delle violenzesui manifestanti.

In seguito all’intervista il portavoce del Cremlino ha protesto duramente per “l’interferenza americana negli affari della Russia”.

Il Segretario di Stato americano ha detto che il problema russo non sono le “interferenze esterne” ma la corruzione e l’autocrazia e che quindi dovrebbe guardarsi dentro, non fuori.

La Cina

Sempre sul tema della repressione della dissidenza Blinken ha contestato anche le azioni della Cina a Hong Kong, dicendo che ha agito “in modo eclatante” per terrorizzare l’isola.

Il Segretario di Stato americano ha detto che l’America dovrebbe fornire asilo politico a chi fugge da quella durissima repressione.

Anthony Blinken ha poi criticato duramente la Cina per la mancanza di trasparenza riguardo al coronavirus definendo questo atteggiamento un “problema profondo”.

Infine ha criticato duramente Pechino anche per il fatto che impedisce agli esperti di accedere ai siti dove è nato il COVID-19 impedendo di fatto lo studio accurato del virus e delle sue mutazioni.

Questi sono i tre fronti principali verso i quali la nuova amministrazione americana rivolge le proprie attenzioni. A questi andrebbe aggiunto il fronte della Corea del Nord che però al momento sembra essere messo in secondo piano.

Personalmente darei la precedenza assoluta al fronte iraniano e a quello cinese, decisamente i due più pericolosi e quelli più urgenti da risolvere.

Franco Londei
Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia