Se c’è una cosa che la questione della Grecia ci dovrebbe aver insegnato è che una politica fatta solo di populismo è matematicamente fallimentare. Tsipras ha vinto le elezioni facendo del populismo una vera e propria arma salvo poi trovarsi in difficoltà quando ha dovuto “fare politica” seriamente.

Il populismo porta voti nell’immediato, porta consenso specie in un Paese arrabbiato e che ha bisogno di trovare un capro espiatorio, qualcuno da incolpare per la situazione in cui si trova. Ma una volta che poi si deve governare il populismo non basta più, ci vogliono gli attributi. Anzi, come è successo in Grecia, proprio il populismo diventa un ostacolo per mantenere le promesse fatte in campagna elettorale perché crea una barriera tra la vita reale della politica e la vita virtuale del populismo.

La Grecia e il populismo in Italia

La vicenda greca dovrebbe far aprire gli occhi anche agli italiani sulla vera potenzialità del populismo. E’ facile attaccare qualcuno o una istituzione facendo leva sulle paure della gente. Il primo che ce lo ha insegnato è stato Beppe Grillo seguito più di recente da Matteo Salvini. Ma quando ci si trova a dover governare non lo puoi fare con il populismo perché ti scontri matematicamente con la politica, quella vera non quella di Twitter o di Facebook. Per governare un Paese serve fare politica e spesso non basta nemmeno fare una buona politica. Figuriamoci se si può governare un Paese con gli slogan e con i Twitt. Il populismo molto spesso serve a nascondere la mancanza di idee politiche e di soluzioni praticabili. Si individua un nemico da mettere alla berlina e lo si attacca in tutti i modi. Il Movimento 5 Stelle lo fa da quando è nato e siccome Salvini ha visto che la cosa funziona ha adottato la stessa identica metodologia. Ma poi se mai dovessero governare davvero il Paese ci troveremmo come si trovano oggi i greci con Tsipras, presi per il naso e magari in fila davanti ai bancomat svuotati di ogni Euro. Il populismo è una politica tipica di chi non vuole e non sa governare un Paese, Tsipras è li a dimostralo come un macigno. E fanno francamente tenerezza i puerili tentativi da parte di color che si erano arrampicati sul carro di Tsipras di dissociarsi dalle decisioni prese questa notte dal Premier greco, tentati che possiamo vedere in rete sulle varie pagine di diversi grillini e leghisti. Il solito Manlio Di Stefano oggi sulla sua pagina Facebook arriva a pubblicare una foto di Tsipras con su scritto “il grande bluff” magari dimenticando che solo pochi giorni fa era in Grecia ad acclamare quello stesso “grande bluff” che oggi attacca. La politica dovrebbe essere prima di tutto coerenza, cosa che sembra mancare ai grillini nonostante la sbandierino appena possono. E Salvini cosa fa? Naturalmente attacca la Germania, per il solito mantra populista che un nemico comune si deve trovare altrimenti non è possibile fare politica. Ma in concreto questa gente cosa propone? Di uscire dall’Euro? Di invadere la Germania per vendicare la Grecia? Davvero, qualcuno mi sa spiegare la politica economica di questi populisti? E la politica estera? Qualcuno mi sa dire quale politica di welfare vorrebbero applicare all’Italia? Pensano davvero di risolvere tutto con un assegno di cittadinanza? E dove li prendono i soldi?

La Grecia ma soprattutto l’umiliazione di Tsipras ci deve davvero far riflettere su cosa vogliamo per il nostro futuro, se vogliamo dei politici che facciano politica oppure vogliamo dei populisti capaci solo di sciacallare sulle disgrazie della povera gente senza però avere uno straccio di soluzione concreta.