Se la Russia smette di combattere, non ci sarà più guerra. Se l’Ucraina smette di combattere, non ci sarà più l’Ucraina. Questo era lo slogan, purtroppo realista, della piazza per l’Ucraina di Milano.
Niente più armi agli ucraini. Questo era invece lo slogan della piazza per Putin di Roma.
Considerando che la manifestazione a favore di Putin che si è svolta a Roma era organizzata da tutta una serie di sigle che si definiscono “pacifiste” ma che in realtà racchiudono il peggio del mondo antisemita, rosso-bruno e anti-atlantista, non c’è da meravigliarsi troppo delle loro richieste.
Colpisce (ma nemmeno troppo) che alla manifestazione per Putin vi abbiano messo il cappello anche organizzazioni sindacali importanti come la CGIL oppure ONLUS che generalmente non si schierano, meno che meno a favore degli oppressori.
Non ho ancora capito bene cosa c’entrassero le bandiere palestinesi, ma forse è perché la Russia è sempre stata un partner fondamentale per il terrorismo islamico.
Incuriosisce la tempistica dell’organizzazione di questa manifestazione definita “per la pace”, organizzata dopo otto mesi di guerra e proprio nel momento in cui la disfatta di Putin appare in tutta la sua enorme evidenza. Sarà un caso?
Imbarazzante il fatto che la piazza per Putin chiedesse di non fornire più le armi all’Ucraina proprio il giorno in cui sul TG1 va i onda un servizio sulle armi illegali usate dai russi in Ucraina, sulle torture e sulle fosse comuni riempite di civili, bambini compresi.
Nessuno nella manifestazione per Putin ha mai chiesto che per raggiungere la pace la Russia si dovrebbe ritirare completamente dall’Ucraina occupata.
Di tutto altro tenore invece la piazza per l’Ucraina di Milano. Prima di tutto si è riconfermato che gli aiuti militari a Kiev servono a fare in modo che l’Ucraina non scompaia inghiottita dal mostro russo.
Poi si è affrontato il “problema Putin”. Chi vorrà mai trattare in futuro con un criminale di guerra conclamato? Come finirà la Russia? A prescindere dall’esito della guerra, ormai la Russia è un paese finito se le sanzioni permangono. E anche se fossero tolte, ci vorranno anni affinché la Russia possa recuperare il terreno perso.
Mentre l’Ucraina verrà ricostruita con l’aiuto dell’occidente, la Russia finirà ancora di più nel girone del terzo mondo, altro che “grande impero russo”.
Insomma, mentre nella piazza per Putin si è fatto solo misero populismo e non si è parlato di pace ma di disfatta di Kiev, nella piazza per l’Ucraina si è affrontato anche il problema del dopo oltre che ribadire il fatto che la pace si raggiungerà solo quando Putin ammetterà la disfatta militare e ritirerà le sue orde di assassini dall’Ucraina occupata.