Arriva un momento in cui anche gli europeisti più convinti come il sottoscritto devono ammettere che il sogno è finito.

Il contesto storico e le idee che avevano portato i padri fondatori dell’Unione Europea a pensare che si potessero mettere insieme popoli e stati diversi in un unico contenitore che avrebbe contribuito a farli marciare all’unisono, non formano più una equazione valida.

Con il senno di poi si potrebbe dire addirittura che quelle idee forse non sono mai state implementabili e che forse si è riposta troppa fiducia in una evoluzione degli europei verso il pensiero collettivo e di mutualità che non c’è mai stata.

Prima si è voluto accelerare troppo i tempi introducendo una moneta zoppa credendo che potesse unire tutti i paesi, poi, quando si è capito che alcuni paesi traevano beneficio dalla gamba buona e altri venivano penalizzati da quella zoppa, si è cercato di staccarle (le gambe) a costo di sbilanciare tutto il corpo.

Per usare un esempio cinematografico, si è cercato di creare una Europa di Hogwarts, più evoluta e magica, e una Europa di Babbani, più arretrata ma funzionale a mantenere quella di Hogwarts nell’Olimpo dei privilegiati.

E proprio come in Harry Potter, il magico mondo di Hogwarts schifa quello dei Babbani, li ritiene inferiori, senza magia e dotati solo di tanta fantasia.

Quando uno come Wopke Hoekstra, severo Ministro olandese delle finanze, nel momento più buio della storia moderna con i morti che vengono portati via a camionate a causa del Coronavirus, arriva a infierire sui due paesi europei più colpiti da questa calamità, l’Italia e la Spagna, proprio nel momento del bisogno, anche ad un europeista convinto come il sottoscritto appare chiaro che siamo alla fine di una corsa che forse non è mai realmente iniziata.

Si è sorvolato sulla strana politica estera europea che predilige le teocrazie islamiche alle democrazie come quella israeliana, si è sorvolato sulle ripetute violazioni di Germania, Francia, Olanda, Lussemburgo ecc. ecc. quando a noi e ad altri Paesi mediterranei invece imponevano sacrifici e davano tirate di orecchie. Abbiamo ingoiato molti rospi pur di non tradire la vocazione europeista fondamentalmente insita in buona parte degli italiani e più in generale dei mediterranei. Ma quelle parole di Wopke Hoekstra con i morti per le strade davvero non sono sopportabili, sono la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Quel sentirsi l’elite di Hogwarts e quello schifare i poveri babbani che contraddistingue i paesi nordici è una condizione che abbiamo sopportato per troppo tempo, specie perché Italia e Spagna sono due paesi fondatori che non meritano proprio i rimproveri di un burocrate con gli zoccoli di legno.

Siamo a fine corsa, non credo che la cosa si possa recuperare magari con qualche scusa tardiva. Come piace dire a quelli bravi, il combinato disposto del razzismo nordico con la tragedia che ci sta colpendo ci ha fatto capire che il sogno europeo si ferma qui.

Nessuno nega i difetti italiani, il debito, gli errori, la politica a dir poco inadeguata (per non dire grottesca), senza distinzione di colore o ideologia. Ma noi siamo l’Italia, saremo pure babbani ma non ci facciamo mettere gli zoccoli in testa da un coltivatore di papaveri travestiti da tulipani. Se la godano pure la loro Hogwarts.