Lo Stato Islamico che verrà ce lo stiamo allevando in seno

Nonostante la rivendicazione degli attentati in Sri Lanka da parte dello Stato Islamico (ISIS) oggi è difficile parlare ancora di “Califfato”, il che non vuol dire che non sia più pericoloso.

Da quando ISIS controllava un territorio pari a 34.000 miglia quadrate a cavallo tra Iraq e Siria e teneva in scacco milioni di persone, oggi di quello che fu lo Stato Islamico fondato da Abu Bakr al-Baghdadi rimane ben poco.

Oggi ISIS è più che altro una organizzazione virtuale che funge da strumento di propaganda e da grancassa per piccoli gruppi terroristici e singoli elementi, i cosiddetti “lupi solitari”, dei quali rivendica le azioni sanguinarie.

Lo so, esporla così è un po’ farla breve e il discorso meriterebbe un maggior approfondimento, ma molto in sintesi è esattamente ciò che è accaduto e a noi non interessa molto il passato dello Stato Islamico ma il suo futuro.

Per capire come sarà il prossimo Stato Islamico bisogna però andare un po’ indietro nel tempo, ai tempi di Hassan al-Banna, colui cioè che nel 1928 fondò la Confraternita della Fratellanza Musulmana.

“È la natura dell’Islam dominare, non essere dominata, imporre la sua legge a tutte le nazioni e estendere il suo potere all’intero pianeta”

Questo diceva al-Banna quando parlava degli obiettivi che si doveva dare la Fratellanza Musulmana, le stesse cose che diceva Abu Bakr al-Baghdadi e, prima di lui, personaggi come Osama Bin Laden e l’attuale capo di Al Qaeda, Ayman al-Zawahiri.

E non è un caso. ISIS e Al Qaeda nascono dall’ideologia della Fratellanza Musulmana e al-Baghdadi, Bin Laden e al-Zawahiri hanno fatto parte della Confraternita.

Scrive il giornalista Neville Teller che l’ambizione della Fratellanza Musulmana è smisurata e che se c’è una struttura che per ideologia e metodologia assomiglia a ISIS e ad Al Qaeda è proprio la Fratellanza Musulmana. Ma, aggiungo io, con una variante che si chiama “gradualità”.

In parte Al Qaeda e, soprattutto, lo Stato Islamico avevano in parte superato la teoria della gradualità voluta a suo tempo da Hassan al-Banna, quella strategia cioè che indicava una lenta ma costante insinuazione islamica in tutto il mondo.

ISIS con la creazione dello Stato Islamico come entità territoriale aveva accelerato i tempi così tanto da mettere in grave difficoltà proprio la Fratellanza Musulmana che vedeva la sua lenta e studiata infiltrazione messa alla luce proprio dall’accelerazione imposta da ISIS.

Ora però tutto è tornato alla normalità, o quasi. Lo Stato Islamico come entità territoriale non esiste più, Al Qaeda non è più quella di una volta e i vari gruppi terroristici affiliati a ISIS e ad Al Qaeda sono in gravi difficoltà.

E’ un ritorno alle origini, a quando sempre Hassan al-Banna diceva che «la Jihad e la preparazione per la Jihad non sono solo allo scopo di respingere assalti e attacchi contro i musulmani da parte dei nemici di Allah, ma sono anche allo scopo di realizzare il grande compito di stabilire uno stato islamico, rafforzare la religione islamica e diffonderla in tutto il mondo», parole rimaste ancora oggi di attualità all’interno della Fratellanza Musulmana.

Eccolo lo Stato Islamico che verrà, quello che prenderà il posto (o che si riprenderà il posto) lasciato libero dalla fine dello Stato Islamico inteso come ISIS.

E’ la Fratellanza Musulmana, che noi tanto curiamo e coccoliamo credendolo un movimento pacifico, il prossimo Stato Islamico.

In parte il piano è già iniziato con la Turchia di Erdogan che in tanti vorrebbero in Europa. Pensate se ciò avvenisse veramente. Pensate al califfato turco che si insedia con un certo numero di parlamentari nel Parlamento Europeo. Pensate a quali leggi potrebbe votare o non votare.

Pensate se l’Europa si decidesse finalmente a mettere fuorilegge la Sharia a come potrebbero reagire (e votare) i turchi, ormai indiscutibilmente a capo della Confraternita. Davvero pensate che lascerebbero passare una proposta del genere, per altro sacrosanta e in linea con la cultura del Diritto europea?

Lo stiamo allevando noi il prossimo Stato Islamico, ce lo stiamo portando amorevolmente in seno nel momento in cui riteniamo che la Fratellanza Musulmana possa essere la controparte politica dell’Islam. Non lo è, semplicemente perché non c’è un Islam politico e quindi laico (o se c’è, è ininfluente). La loro linea guida è la Sharia, cioè la legge islamica, la loro politica è la Sharia. Non c’è un briciolo di democrazia nei dettami della legge islamica, non c’è una alternativa politica alla Sharia.

Tutto si basa sul Corano, tutto si basa sul credo religioso non su diverse idee politiche. Per semplificare, non c’è un Islam di destra e un Islam di sinistra, non c’è un Islam progressista o un Islam conservatore. C’è un solo Islam che da noi viene rappresentato dalla Fratellanza Musulmana, una confraternita che ha obiettivi ben chiari e definiti e che noi, chissà perché, continuiamo a ritenere innocua.