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In questi giorni in cui l’argomento del nazifascismo è tornato prepotentemente alla ribalta grazie alla legge Fiano, di cui ho parlato in precedenza e sulla quale tornerò proprio per prenderne uno stralcio, mi sembra che si parli tanto di “vecchio fascismo” e poco di “nuovo nazifascismo”.

Inshallah, se Dio vuole. Me lo ripeteva in continuazione Mohamed Okelo, un musulmano ugandese che gestiva un hotel a Gulu. Inshallah, lo diceva ogni tre per due, a volte per rassegnazione, altre volte come speranza. Ma Inshallah c’era sempre.

Erdogan non ha nessuna intenzione di entrare in Europa, lo dicono i suoi atti, le sue parole, lo dice tutto quanto riguarda il dittatore turco. Non capisco come ancora in Europa ci sia qualcuno che pensi il contrario o che, addirittura, se lo auguri.

Sulla Fratellanza Musulmana c’è sempre stato un acceso dibattito tra coloro che ritengono gli appartenenti a questa setta islamica dei moderati e tra coloro che invece li ritengono né più né meno dei fanatici musulmani tutt’altro che moderati.

Ieri il Consiglio di Stato francese ha sospeso il divieto di indossare il burkini, divieto introdotto da alcuni comuni francesi. Al di la della enormità della polemica che ne è scaturita in tutto il mondo, come ho già detto, a me non importa nulla se una donna vuole andare in spiaggia in burkini o in uno scafandro da palombaro, credo che ognuno debba essere libero di scegliere. Quello che invece poco digerisco è quello che rappresenta il burkini per i fondamentalisti islamici.

Scrive Sherif El Sebaie sul suo profilo Facebook:

Quando i fascisti si mettevano la camicia nera, secondo voi lo facevano perché era di moda? Quando i nazisti indossavano la fascia al braccio era perché si intonava alle loro camicie? No, era per far vedere quanti erano. Ecco perché un esponente dei Fratelli musulmani disse pubblicamente in una conferenza registrata su Youtube: “la nostra marcia per il potere è iniziata quando abbiamo cominciato a far velare le nostre colleghe all’università”. Descrisse persino le difficoltà che incontrarono nel trovare veli pronti, tanto che dovettero aprire delle sartorie. Per gli islamisti che usano la religione per fare politica, coprire le donne è far vedere il loro peso nello spazio pubblico, e il burkini è come mettersi la fascia con croce uncinata al braccio. Con la differenza che siccome è scomoda, la fanno portare alle donne.

In queste poche righe è racchiuso il vero significato del burkini e cosa rappresenta per la Fratellanza Musulmana. L’aver vinto la battaglia francese è prima di tutto una vittoria politica che riafferma il controllo dell’uomo sulla donna e promuove un simbolo di dominio. E’ questo che mi manda in bestia, non il fatto che una donna possa o meno indossare il burkini in spiaggia.

Non è un caso che sempre su Facebook i massimi leader della Fratellanza Musulmana gioiscano per questa vittoria politica che tutela uno dei loro marchi di fabbrica, il controllo totale e indiscusso sulla donna. E pensare che insieme ai Fratelli Musulmani hanno gioito anche le femministe.