Perché Israele attacca sempre più spesso gli aeroporti siriani

Secondo l’intelligence israeliana l’Iran usa sempre più spesso voli civili per trasportare armi in Siria

Gli attacchi aerei israeliani contro obiettivi iraniani in Siria hanno preso sempre più di mira gli aeroporti per contrastare il crescente uso di voli commerciali da parte di Teheran per portare rifornimenti militari nel Paese, ha riferito venerdì la Reuters, citando fonti diplomatiche e di intelligence.

Una fonte dell’intelligence occidentale e un disertore militare siriano hanno dichiarato all’agenzia di stampa che Teheran ha iniziato a trasportare piccole armi e altre forniture militari su voli civili regolari. Le forniture trasferite includono missili a guida di precisione, apparecchiature per la visione notturna e UAV, tutti abbastanza piccoli da poter essere caricati su aerei civili.

L’Iran si è affidato sempre più ai voli perché le sue precedenti rotte via terra attraverso l’Iraq sono diventate inaffidabili a causa delle guerre locali e dei conflitti interni.

Israele considera l’espansione dell’Iran in Siria come una minaccia continua alla sua sicurezza nazionale e ha condotto attacchi su un’ampia gamma di obiettivi nel tentativo di contenere le forze iraniane nella regione.

Una fonte diplomatica regionale ha riferito a Reuters che l’intelligence israeliana ha notato il crescente utilizzo da parte dell’Iran di aeroporti civili per far entrare attrezzature militari e che i recenti attacchi aerei contro gli aeroporti sembrano segnalare un cambiamento nella strategia israeliana nella regione.

“Hanno iniziato a colpire le infrastrutture utilizzate dagli iraniani per le forniture di munizioni al Libano”, ha detto la fonte alla Reuters. “In passato, si trattava solo dei rifornimenti, ma non dell’aeroporto. Ora hanno colpito la pista”.

Secondo la Reuters, anche i recenti attacchi agli aeroporti di Aleppo e Damasco sembrano essere stati condotti per impedire l’arrivo di specifici aerei che trasportano armi.

Sebbene Israele si sia rifiutato di commentare specifici attacchi aerei, funzionari militari dello Stato Ebraico hanno riconosciuto di averli condotti durante gli undici anni di guerra civile in Siria.

All’inizio di quest’anno, gli attacchi aerei attribuiti a Israele hanno causato gravi danni all’aeroporto internazionale di Damasco, bloccando tutto il traffico aereo per due settimane. Il disertore siriano ha dichiarato alla Reuters che, di conseguenza, l’Iran ha dirottato le sue spedizioni verso l’aeroporto di Aleppo, provocando il presunto attacco israeliano di mercoledì.

Nawar Shaaban, analista dell’Omran Center for Strategic Studies, ha dichiarato a Reuters che la posizione degli attacchi aerei israeliani getta luce sull’espansione dell’influenza iraniana in Siria. Mentre in precedenza gli attacchi avevano come obiettivo Damasco e le zone militari circostanti, gli attacchi in destinazioni più lontane, come Aleppo e la costa siriana, mostrano quali regioni Israele valuta come potenziali minacce.

“La cosa pericolosa è che quando guardiamo a queste aree che vengono colpite quello che gli attachi ci dicono è che l’Iran si è diffuso di più in Siria”, ha detto Shaban.

“Ogni volta che vediamo un attacco che colpisce una nuova area, la reazione è: ‘Wow, Israele ha colpito lì’. Ma quello che dovremmo dire è: ‘Wow, l’Iran è lì'”, ha aggiunto.

Il portavoce dell’IDF ha rifiutato di commentare eventi specifici, in linea con la politica israeliana, ma ha riconosciuto numerosi attacchi nella regione.

Un’immagine satellitare scattata giovedì ha mostrato i danni all’aeroporto internazionale di Aleppo, nel nord della Siria. L’immagine, scattata da Planet Labs PBC e fornita da Aurora Intel, sembra mostrare un’area bruciata vicino alla fine della pista.

Il raid israeliano ha aperto un varco nella pista e ha innescato un incendio nell’aeroporto. Tuttavia, gli aerei hanno continuato ad atterrare all’aeroporto per tutta la giornata di giovedì.

Secondo Aurora Intel, un aereo cargo iraniano soggetto a sanzioni era atterrato all’aeroporto di Aleppo alcune ore prima dell’attacco. Non è chiaro se l’aereo o il carico che trasportava siano stati colpiti nell’attacco.

Sempre giovedì, il ministro degli Esteri siriano Faisal Mekdad ha lanciato un duro avvertimento a Israele in merito agli attacchi aerei. Secondo i media arabi, Israele starebbe “giocando con il fuoco” e rischierebbe un conflitto militare più ampio.

Venerdì, un giornale arabo ha riferito che la Russia ha chiesto all’Iran e alle sue milizie di ritirarsi dalle posizioni in Siria, in seguito all’apparente aumento degli attacchi aerei attribuiti a Israele.

A-Sharq Al-Awsat, un quotidiano di proprietà saudita pubblicato a Londra, ha citato funzionari siriani secondo cui gli ufficiali russi avrebbero chiesto alle loro controparti iraniane, durante un incontro di mercoledì all’aeroporto militare di Hama, nella Siria centrale, di lasciare diversi siti nel Paese.

Il rapporto afferma che con queste richieste la Russia cerca di mantenere la stabilità in Siria e di privare Israele di obiettivi da bombardare in aree che la Russia considera importanti. Il mese scorso un attacco aereo attribuito a Israele ha colpito diversi siti iraniani vicino alla principale base navale russa in Siria, nella città portuale di Tartus.

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