Perché ho la tremenda impressione che a Salvini potrebbe far piacere l’apertura della procedura di infrazione nei confronti dell’Italia?

Perché ho questa tremenda sensazione che mi porta a pensare che visti i risultati negativi delle politiche del governo giallo-verde, l’unica via d’uscita per Salvini e Di Maio sia trovare un capro espiatorio da dare in pasto alle orde di inferociti leoni da tastiera che chiedono il sangue di qualcuno, che chiedono un nemico da incolpare?

Pur sospettandolo, non sono del tutto convinto che Salvini voglia portare l’Italia fuori dalla eurozona o addirittura fuori dall’Europa, magari facendosi espellere. Credo invece che il Capitano si sia reso conto che le sue politiche non funzionano e piuttosto che assumersene le colpe cerca in tutti i modi di trovare il nemico da incolpare.

E chi meglio della “cattiva Europa”? Figuriamoci poi se a Bruxelles dovessero decidere per un procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. Sarebbe una apoteosi. L’esercito di belve feroci che pende dalle labbra del capitano ci si getterebbe a pesce senza che gli sfiori minimamente l’idea che a sbagliare sia Salvini e non l’Europa.

C’è un altro fatto poi che mi porta a pensare che a Salvini convenga una procedura di infrazione contro l’Italia: la prossima manovra finanziaria.

Non devono solo disinnescare le clausole di salvaguardia e quindi l’aumento dell’IVA, che nel DEF hanno dato per scontato, devono anche tenere in piedi una retorica (più che una politica) che ci costa miliardi di euro ma dalla quale ormai non possono più recedere volontariamente.

Quella manovra lacrime e sangue non la possono fare loro, la devono far fare a qualcun altro per poi poterlo incolpare. Per farlo Salvini ha due modi: far cadere il governo subito dopo l’estate in modo che non si possa più materialmente andare a votare a settembre e quindi servirà un tecnico per fare la manovra finanziaria a ottobre, oppure demandare il tutto all’Europa a seguito di una procedura di infrazione.

In qualunque caso a rimetterci (molto pesantemente) sarà il Paese.

A Salvini non importa nulla del destino di questo Paese, a lui importa mantenere questo assurdo consenso di cui ancora gode. Costi quel che costi. E se per farlo deve mandare tutto a carte quarantotto state certi che non avrà nessuno scrupolo nel farlo.