Putin come Abu Bakr al-Baghdadi. La Russia come lo Stato Islamico

Non possiamo più aspettarci che gli ucraini siano i nostri curdi. Non possiamo più essere passivi di fronte a tanta violenza. E anche le città russe devono provare cosa significhi essere in guerra

Il video che mostra la castrazione e l’uccisione di un prigioniero ucraino da parte di militari (o miliziani) russi è inequivocabile.

Ancora ieri patetici filo-russi affermavano che quel video era un falso, proprio mentre l’ambasciata russa a Londra twittava allegramente che gli ucraini si meritano una “morte umiliante”.

Torture inaudite, uccisioni di massa, palesi dimostrazioni di disprezzo per tutto ciò che non è come “loro” lo avevamo visto solo nello Stato Islamico di Abu Bakr al-Baghdadi e prima ancora solo nella Germania Nazista.

Ormai è lampante quello che si affermava sin dai primi momenti della guerra, cioè che la Russia non mirava solo a occupare l’Ucraina ma mirava prima ad un vero e proprio genocidio degli ucraini e poi alla conquista del resto dell’Europa.

Non possiamo più affrontare questa guerra solo da comprimari, solo rifornendo di armi gli ucraini e aspettandoci da loro che combattano per noi. Non possiamo aspettare i comodi russi per trasportare il grano fuori dal Mar Nero. Non possiamo più concedere un millimetro di manovrabilità a Mosca. Dobbiamo diventare parte attiva nella guerra contro lo “Stato Islamico russo”, che per altro islamico lo è davvero considerando che i russi a combattere mandano ceceni e siriani mentre si alleano con gli Ayatollah iraniani.

È arrivato il momento di andare a vedere le carte russe, di far entrare le flotte della NATO oltre il Bosforo per andare a prendere e scortare il grano ucraino fuori dal Mar Nero.

È arrivato il momento di permettere agli ucraini di colpire obiettivi in profondità in Russia e quindi di fornirli di adeguati armamenti. Anche i russi devono sapere cosa è la guerra, cosa vuol dire essere sotto tiro del nemico.

Non è più solo una “guerra locale”, ormai è una guerra contro l’evoluzione in grande stile dello Stato Islamico, per altro ideologicamente non lontano dai proclami del patriarca Kirill.

Putin non comanda un esercito regolare sottoposto alle regole di guerra, Putin comanda una banda di assassini svincolati da qualsiasi regola così come erano i terroristi dello Stato Islamico.

Ma non possiamo permettere che gli ucraini siano i nostri curdi. Questa volta non possiamo girarci dall’altra parte, non dopo aver visto quello che possono fare i macellai russi.

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