Sul COVID-19 la Cina deve pagare. È arrivato il momento di parlarne

Sul COVID-19 la Cina deve pagare. È arrivato il momento di parlarne

Sulla diffusione del COVID-19 ci sono due linee di pensiero predominanti e nessuna delle due rientra nel settore del complottismo anche se tutte e due escludono la casualità o che il virus si sia creato in natura.

La prima, quella più bonaria verso Pechino, vuole che il SARS-CoV-2 (questo il vero nome del COVID-19) sia uscito accidentalmente da qualche laboratorio cinese (tipo quello di Wuhan), che abbia infettato da subito l’uomo ma che i cinesi lo abbiano tenuto nascosto per molti mesi durante i quali però il virus si è diffuso.

La seconda, molto più inquietante, vorrebbe che il SARS-CoV-2 sia stato creato in laboratorio come vera e propria arma biologica e che la Cina lo abbia usato contro tutti gli altri Paesi del mondo per trarne un enorme vantaggio economico e strategico.

Esistono poi altre decine di ipotesi che vanno da quella che vuole il COVID-19 essere un virus animale del tutto naturale ma che ha “saltato”, cioè è passato dagli animali all’uomo, fino a quella che vorrebbe il SARS-CoV-2 essere una punizione divina sul generis di Sodoma e Gomorra. In mezzo, mille mila ipotesi.

La realtà dei fatti che in parte sta emergendo anche in questi giorni ci fornisce poche ma granitiche certezze.

1. i cinesi sapevano del SARS-CoV-2 e che poteva infettare l’uomo almeno dalla prima metà di dicembre 2019. qualcuno dice addirittura da prima ma qui parliamo di certezze

2. Pechino, in maniera deliberata e agendo come uno Stato canaglia, non ha avvisato la comunità internazionale del COVID-19 quando si poteva evitare tranquillamente la pandemia. Lo ha fatto solo il 20 gennaio 2020 quando ormai non c’era più niente da fare.

3. tra i primi casi di infezione e l’inizio della pandemia, la Cina ha ingannato deliberatamente l’Organizzazione Mondiale della Sanità e tutto il resto del mondo e lo può aver fatto solo perché ha capito che poteva avere un enorme ritorno in termini di guadagni.

Solo questi tre punti e considerando l’altissimo numero di vittime provocate dal COVD-19 bastano per poter dire che la Cina ha commesso il reato di omicidio di massa.

Per dirla in maniera più chiara: non solo la Cina non ha fatto nulla per fermare la pandemia, ma ha dato l’impressione che quando ha capito che ci poteva guadagnare, ha fatto di tutto per diffonderla in maniera addirittura selettiva.

Se guardiamo l’economia globale la Cina è l’unica potenza economica ad aver guadagnato in maniera evidente dalla diffusione del COVID-19 mentre i suoi competitor (dagli Stati Uniti all’India passando per l’Europa) sono letteralmente in profondo rosso e ancora impegnati nella lotta al virus.

Domani prende il via il 47° vertice del G7, quale occasione migliore per parlare delle responsabilità cinesi su questo enorme omicidio di massa sia di persone che di economie?

Non possiamo più far finta che non è successo nulla o che Pechino non abbia gravissime responsabilità sulla esplosione della pandemia da COVID-19.

Anche perché nessuno a questo punto ci assicura che nei laboratori cinesi non vi siano altri virus pandemici pronti ad essere immessi “sul mercato”.

E se a Pechino pensano di poterla passare liscia dopo tutto quello che hanno combinato con il SARS-CoV-2, allora siamo davvero fritti.

Franco Londei

Politicamente non schierato. Sostengo chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l'Italia

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