Uno spaccato di vita (un po’ lungo) più che una premessa: nel raggio di 500 metri da casa mia vivono una decina di famiglie extracomunitarie, una macedone, una pakistana e il resto sono marocchini e albanesi. Niente da dire su quella macedone, bambine educatissime che parlano perfettamente l’italiano (anche tra di loro e in casa), lavoratori, educati con tutti. I pakistani sono letteralmente chiusi su se stessi ma lavorano e i figli vanno a scuola. Estrema dignità anche se visibilmente poveri. Ma quando vado a vedere cosa fanno tutti gli altri, cioè l’80% delle famiglie extracomunitarie presenti nel raggio di 500 metri da casa mia, c’è di che rimanere interdetti.
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Kyenge: ministro della integrazione o della immigrazione?
Siccome so già in partenza che verrò accusato di razzismo per avere osato lanciare una critica a Cecile Kyenge, parto con il condannare fermamente le tante cavolate che si leggono sul suo conto su internet e faccio alcune premesse giusto per chiarire:
Lampedusa: basta retorica a buon mercato e false accuse agli italiani
Una premessa: il massacro di Lampedusa (non saprei come altro definirlo) è qualcosa che ci porteremo dietro per molto tempo e sentire qualcuno che su internet vuole trasformare quelle vittime innocenti in vittime consapevoli (se la sono cercata e via dicendo) è qualcosa di estremamente basso e vile. Le vere vittime sono loro, c’è poco da dire.
Migranti: la politica dell’accoglienza responsabile delle stragi
Questa mattina l’ennesima stage di migranti nel Canale di Sicilia. Oltre 50 morti a Lampedusa e nel momento in cui scrivo non è finita. Sembra che a bordo del gommone ce ne fossero 500 (notizia ANSA) tra i quali tantissimi bambini, donne incinta ecc. ecc. Una tragedia quasi senza precedenti, una strage di innocenti che non può lasciarci impassibili e che deve farci riflettere su chi abbia la responsabilità di tutto questo.
Africa e sviluppo: aiutare gli africani a casa loro, altro che Ius Soli. La Kyenge ci pensi
Il Nord Africa trabocca di migranti pronti a rischiare il tutto per tutto, persino la vita, pur di fuggire dalla fame e dalla miseria che attanaglia le loro povere nazioni. E noi cosa facciamo? Gli diamo false speranza facendogli credere che da noi saranno accolti a braccia aperte, che vivranno bene e, ultima incredibile trovata, che i loro figli potranno avere addirittura la cittadinanza italiana.
Razzismo imbecille, assistenzialismo, sviluppo e terzomondismo
Credo di non vantarmi a vanvera se dico di aver dedicato una parte importante della mia vita a combattere il razzismo. Credo anche che la stessa importante parte di vita sia stata dedicata allo sviluppo di alcuni Paesi africani, mi ripeto, allo sviluppo non all’assistenzialismo che è ben altra cosa.
Ius Soli: sette domande alla Boldrini
Premetto che, come ho già detto in altre occasioni, non sono contrario a priori allo Ius Soli. Ritengo però che, essendo la materia molto complessa e delicata specie per un paese di frontiera come l’Italia, non si possano fare generalizzazioni o continuare con questa litania senza spiegare cosa si intenda veramente con Ius Soli e come si intende proporre questa legge, perché se dovesse essere come quella che ha in mente il Ministro Kyenge non posso non dare ragione a Maroni quando dice che sarà devastante per il nostro Paese.
Migranti italiani e immigrati stranieri: L’assurdo paradosso italiano
Non amo molto Beppe Grillo (anzi, non mi piace per niente) però ieri durante la sua conferenza stampa seguita all’incontro con Napolitano ha detto una cosa che mi ha fatto riflettere. Più o meno ha detto così: «in Italia pensiamo ai problemi degli altri quando ne abbiamo enormi di nostri. Dopo i rumeni gli italiani sono il popolo più soggetto a migrazione».
Immigrati: il Papa se la prenda con la Kyenge e la Boldrini
Prima di tutto una precisazione: il Papa in visita ieri a Lampedusa ha fatto e detto esattamente quello che il suo ruolo gli impone, anche se ho poco apprezzato l’apertura agli immigrati di fede islamica se non altro perché arrivava dopo l’ennesima strage di cristiani perpetrata da Boko Haram in Nigeria e l’uccisione di un prete copto in Egitto, oltre al fatto che gli islamici vedono l’invasione dell’Europa come una forma di conquista e non come un approdo in una terra che possa garantire a loro e ai loro figli un serie di Diritti che nei loro paesi non hanno.
Immigrazione: quello che politici, Chiesa e ONG non dicono
Una premessa: lo spostamento di masse umane da un posto all’altro – migrazione umana – è un fatto naturale. Storicamente è sempre avvenuto ed entro certi limiti non ha mai sconvolto gli equilibri dei Paesi soggetti a immigrazione. Fanno eccezione gli Stati Uniti e l’Australia praticamente nati su due genocidi delle popolazioni autoctone.
Immigrazione: un esempio dalla Gran Bretagna. Il ticket d’ingresso
Per mesi abbiamo criticato la Gran Bretagna per le incredibili e suicide politiche di apertura alla Sharia e per la tolleranza verso l’immigrazione. Non abbiamo certo risparmiato critiche al Premier Cameron e alle sue assurde politiche di accoglienza. Ma qualcosa sta cambiando dalle parti di Downing Street e Cameron sembra essersi finalmente accordo che così non può andare avanti.
A quel paese la Kyenge
E’ severamente vietato criticare la Ministra dell’integrazione, Cecile Kyenge, e la sua proposta sullo Ius Soli. Chi lo fa rimane scottato e viene sottoposto immediatamente ad assurde accuse di razzismo. E non conta se sei uno stimato politologo come il professor Giovanni Sartori.






