Immigrazione: un esempio dalla Gran Bretagna. Il ticket d’ingresso

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Per mesi abbiamo criticato la Gran Bretagna per le incredibili e suicide politiche di apertura alla Sharia e per la tolleranza verso l’immigrazione. Non abbiamo certo risparmiato critiche al Premier Cameron e alle sue assurde politiche di accoglienza. Ma qualcosa sta cambiando dalle parti di Downing Street e Cameron sembra essersi finalmente accordo che così non può andare avanti.

Ieri ha reso noto che nel prossimo autunno la Gran Bretagna introdurrà un ticket d’ingresso per il momento riservato solo agli immigrati provenienti da determinati paesi (India, Pakistan, Nigeria, Bangladesh, Sri Lanka,Ghana e Kenya) ma che entro la fine dell’anno dovrebbe essere allargato a quasi tutti i Paesi extra-europei fatti salvi gli Stati Uniti, i Paesi del Commonwealth e pochi altri.

Chi intende entrare in Gran Bretagna dovrà versare un ticket d’ingresso pari a 3.500 euro. La somma costituirà un deposito di garanzia e verrà restituita quando l’immigrato lascerà la Gran Bretagna. In caso contrario, cioè se l’immigrato verrà pescato a circolare in Gran Bretagna senza il permesso di soggiorno o dopo la sua scadenza l’immigrato verrà automaticamente espulso e la cifra verrà trattenuta per sostenere le spese di espulsione e riaccompagnamento al suo paese d’origine.

L’idea è geniale perché da la possibilità a chi vuole entrare in Gran Bretagna in maniera legale di poterlo fare senza dover pagare alcuna somma ai trafficanti di esseri umani che spesso pretendono cifre ben più alte (secondo quanto si apprende dagli stessi migranti) e allo stesso tempo da la possibilità allo Stato di controllare gli ingressi e, nel caso di espulsione, di riaccompagnare immediatamente il migrante nel suo paese d’origine senza pesare sulle casse dello Stato.

La notizia ha già scatenato le polemiche di chi vorrebbe le frontiere aperte a tutti, della sinistra radicale e della società radical chic che accusa Cameron di razzismo e di cedere alle pressioni del Ukip, il partito di estrema destra che sta acquisendo una popolarità incredibile proprio con la lotta alla immigrazione irregolare.

In effetti non c’è assolutamente niente di razzista nella proposta di Cameron tanto che andrebbe seriamente presa in considerazione anche in Italia. D’altra parte 3.500 euro sono molto meno dei 10.000 che i migranti sostengono di pagare ai trafficanti di esseri umani che li portano in Italia facendogli rischiare la vita su barche che galleggiano appena. Spenderebbero di meno e non rischierebbero la vita. E nel momento in cui delinquono o resteranno sul territorio clandestinamente potranno essere riaccompagnati a casa loro immediatamente e senza alcun peso sulle esangui casse statali. Chi invece si comporterà in maniera onesta non avrà nulla da temere e quando otterrà il visto permanete potrà riavere indietro la somma versata.

Solo che siamo convinti che una proposta del genere non verrà accolta tanto bene dalla Ministra Kyenge, dalla Presidente della Camera Boldrini e da tutta quella larga schiera di buonisti che vogliono le frontiere aperte senza alcuna condizione. Chissà se qualche parlamentare di buona volontà saprà preparare anche per l’Italia una proposta di legge simile e contrastare l’assurda politica che vorrebbero la Kyenge, la Boldrini e compagnia bella.

2 commenti su “Immigrazione: un esempio dalla Gran Bretagna. Il ticket d’ingresso”

  1. Non mi sembra possibile che dei disperati riescano a mettere da parte 10.000 euro per venire poi a fare i clandestini in Europa… Non vorrei far piangere ma io e mia moglie in 40 anni di lavoro non ci siamo mai riusciti. Per la verita’ abbiamo 5.000 euro ma sono di mia Suocera e serviranno per il Suo funerale(fra 150 anni naturalmente). Secondo me, dietro all’immigrazione, in particolar modo Islamica, c’e’ un disegno e gli scafisti li paghera’ qualcun’ altro. Il tiket potrebbe essere un’idea, se i 10.000 euro li cacciassero veramente i clandestini ma io non ci credo.- Saluti

  2. qualche giorno fa qualcuno su Facebook ha avanzato una ipotesi simile, cioè che qualcuno paghi “il biglietto” a questa gente. In realtà non credo che paghino una cifra simile perché se avessero tutti quei soldi a casa loro vivrebbero da re. E’ vero che c’è un racket dell’immigrazione (commercianti di esseri umani) che in qualche modo li fa pagare, spesso attraverso reati (per le donne vuol dire molte volte prostituirsi) ma nemmeno io credo che la somma sia quella. E’ solo un modo di “impietosire” che però funziona. La proposta di Cameron a me piace parecchio anche perché in molti paesi (mi viene in mente l’Australia) non ti fanno nemmeno entrare se non ha i mezzi per vivere e sarebbe in qualche modo selettiva (quantomeno)

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