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Cambiare Premier per non consegnare l’Italia a D’Alemmah

Confesso che non amo molto parlare di politica ma non farlo in questi giorni è quasi impossibile a causa di tutto quello che emerge su Berlusconi e tutto il troiaio che gli gira intorno. Non parlo tanto delle varie mignotte che poi, alla fine, fanno solo il loro lavoro (il più vecchio del mondo)  quanto piuttosto del fatto che un Primo Ministro passi la maggior parte del suo tempo a parlare con gente come Lavitola, Tarantini e altri pregiudicati di orge, di mascalzonate e addirittura si fa condizionare da Tarantini su chi dovrà essere il vice comandante della Finanza.

Sono queste le cose che veramente mi mandano in bestia, non il fatto che Berlusconi si scopi bellissime ragazze (nutro a tal proposito una sana invidia carnale) o che decida di passare il proprio tempo libero circondandosi di lecchini di vario genere. E’ il fatto che un Presidente del Consiglio di un grande paese non può farsi ricattare o, se vogliamo essere garantisti, rischiare di essere ricattabile da quattro furfantelli da due soldi.

E poi si va a lamentare che lo intercettano. Sfido io, se passa il suo tempo a parlare al telefono con personaggi di questo tipo il problema non è che intercettano lui (non potrebbero nemmeno farlo), il problema è che intercettano i delinquenti. E se tu passi metà del tuo tempo a parlare con un delinquente non puoi poi lamentarti se finisci tra le intercettazioni.

Berlusconi è inadeguato a governare questo Paese, diciamocelo chiaramente. Non ha nessun prestigio né a livello interno né a livello internazionale. I leader mondiali sono in imbarazzo quando devono farsi fotografare con lui, figuriamoci se ci discutono di cose serie. Ed è questo il punto. In un momento come questo non possiamo permetterci il lusso di essere governati da un fantoccio nelle mani di persone come Lavitola, Tarantini o, peggio ancora, Cosentino e Dell’Utri.

Però l’Italia non può nemmeno permettersi il lusso di finire nelle mani di questa sinistra dove a comandare sono personaggi del calibro di D’Alema (detto anche D’Alemmah), noto per andare a braccetto con i terroristi islamici di Hezbollah,  o da post-comunisti con ancora il DNA bolscevico. Sarebbe la rovina totale del nostro Paese. Non parliamo poi di gente come Rosy Bindi, ex DC impegolata fino al midollo con il Vaticano. Insomma, meglio non passare dalla padella alla brace.

Che fare allora? Se Berlusconi avesse un po’ di intelligenza e ancora un briciolo di dignità dovrebbe dimettersi e pilotare una crisi di Governo che riporti nella destra governativa quello che oggi viene chiamato “centro”, magari facendo anche a meno del sostegno  di quella parte minoritaria della Lega che fa capo a Bossi, inglobando invece i maroniani, magari con qualche incarico di prestigio se non addirittura la Presidenza del Consiglio (penso a Maroni). Così si eviterebbe di consegnare il Paese alla sinistra dalemiana e si potrebbe veramente iniziare a risalire la china.

Lo so, la mia è una analisi semplicistica di chi di politica non ci capisce una mazza, ma credo che sia uno dei quadri migliori che si possano dipingere per questo momento. Se si andasse ad elezioni vincerebbe la sinistra, ma non si può nemmeno rimanere in queste condizioni.

Ora dipende tutto da Berlusconi e dai suoi lecchini. Rinunciare al premierato e ai vari trucchetti per sfuggire alla giustizia in cambio di un futuro migliore per il Paese. Personalmente penso che questo Berlusconi non lo farà, non credo che possa farlo senza finire nei guai. E allora dovranno essere i suoi compagni di partito a costringerlo a questa scelta. Non credo che Bossi, discorsi di propaganda a parte, abbia intenzione di farlo perché sa benissimo che la fine di Berlusconi sarà anche la sua fine. Bisogna contare su Maroni. L’importante è che non si consegni questo Paese a D’Alema e soci.