La politica in Italia paragonata alla “politica di Braunau am Inn”

Primi anni duemila, sotto uno dei pochi alberi di uno dei campi profughi di Lira, in Uganda, un maestro sta finendo di spiegare agli attentissimi scolari la storia del nazismo e perché è stata così distruttiva per il mondo. In alcuni momenti traduce in Lango quello che dice un giovane americano membro di una ONG che lo affianca nella lezione il quale a un certo punto tira fuori una definizione da me mai sentita prima: “politica di Braunau am Inn”.

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Un Paese con la necessità di tornare alla realtà

Siamo un paese nel quale la politica campa sugli slogan, sulle paure indotte e sui falsi problemi. Non ne sto facendo una questione ideologica. Anche se detesto Salvini e più ancora Di Maio, anche se sono lontanissimo dalle loro idee politiche, se quelle politiche facessero il bene del paese sarei il primo a gioirne e ad ammetterlo. Non sono uno sfascista, non mi piace il “tanto peggio, tanto meglio”.

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Il paradosso democratico degli odiatori di Berlusconi

berlusconi

Premetto che non amo per nulla Berlusconi e che lo ritengo direttamente responsabile di molte delle pecche italiane. Amo ancora di meno (se è possibile) gente come Grillo o Bersani che non vedo proprio come alternativa. Ciò premesso, la manifestazione anti-Berlusconi di ieri a Roma mi è parsa non solo inappropriata ma persino antidemocratica.

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Adesso basta: occorre pensare al bene del Paese

Ora non se ne può davvero più di questa politica. Aveva ragione Della Valle a mettere sotto accusa i politici senza distinzione di colore. Siamo arrivati alla frutta e francamente mi sembra semplicistico dare le colpe di tutto ad una sola parte politica quando invece anche chi oggi sta all’opposizione ha le sue belle responsabilità.

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Cambiare Premier per non consegnare l’Italia a D’Alemmah

Confesso che non amo molto parlare di politica ma non farlo in questi giorni è quasi impossibile a causa di tutto quello che emerge su Berlusconi e tutto il troiaio che gli gira intorno. Non parlo tanto delle varie mignotte che poi, alla fine, fanno solo il loro lavoro (il più vecchio del mondo)  quanto piuttosto del fatto che un Primo Ministro passi la maggior parte del suo tempo a parlare con gente come Lavitola, Tarantini e altri pregiudicati di orge, di mascalzonate e addirittura si fa condizionare da Tarantini su chi dovrà essere il vice comandante della Finanza.

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Come cambierà l’informazione di Secondo Protocollo nelle prossime settimane

Da sempre, uno dei maggiori obbiettivi che si è posta l’Associazione Secondo Protocollo, è quello di utilizzare il potentissimo mezzo fornito dalla rete internet per la difesa dei Diritti Umani. Per questo motivo è stato creato un network di siti internet che abbracciano sia diverse tematiche che diverse problematiche. Per sfruttare al meglio questo network e quindi le potenzialità di internet, abbiamo deciso di fare alcune modifiche alla nostra linea di difesa dei Diritti Umani implementata attraverso la rete.

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Mentre il mondo va avanti l’Italia resta ostaggio di una politica inadeguata e di un gruppo di prostitute

Mentre ieri il Presidente Omaba e il suo omonimo cinese, Hu Jintao, decidevano del futuro del mondo, mentre sempre ieri la Mekel e Sarkozy decidevano del futuro dell’Euro e quindi dell’Europa e della sua economia, il nostro Premier era impegnato anima e corpo a dileggiare la Magistratura e a difendersi da uno scandalo che fa vergognare il nostro Paese. Non so se vi è chiara la sproporzione degli impegni dei maggiori leader mondiali rispetto a quelli del nostro Presidente del Consiglio.

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